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Armocromia, la disciplina dell’armonia cromatica

- Giugno 13, 2023
armocromia

L’armocromia è una disciplina che si sta sviluppando sempre di più ed è uno strumento efficace che, se usato correttamente, può aiutarti a rivoluzionare il look.  Ma è veramente essenziale conoscere i suoi principi? Scopriamolo insieme in questa guida.

Armocromia e analisi del colore

La disciplina che fa capo all’armocromia, innanzitutto, non è una scienza esatta ma si può parlare di arte. Questa arte permette di comprendere quale tipologia di sfumature donano di più a una persona attraverso l’analisi delle caratteristiche cromatiche personali, ossia il colore della pelle, degli suoi occhi, delle labbra e dei capelli.

Una volta conosciuti i suoi segreti, la tua vita sarà notevolmente semplificata e potrai evidenziare la tua bellezza.

Capita a tutte di passare molto tempo per capire quale sia la tonalità più giusta degli abiti da indossare e del trucco da applicare: quante ore hai passato davanti allo specchio cercando l’abito giusto per andare a lavorare, o per uscire il sabato sera?

Non sempre si riesce a trovare l’accostamento perfetto, ci vogliono intuito ed esperienza. E non sempre si riesce ad azzeccare l’outfit al primo colpo.

Un valido alleato, soprattutto per le più indecise, è sicuramente l’armocromia. Grazie a questa analisi, potrai trovare il look ideale per te in modo rapido e facile. Conoscerai quali sono i colori, definiti in gergo: in palette.

Questo avverrà tramite una consulenza personalizzata, che ti consentirà di capire quali colorazioni dei vestiti, degli accessori e del make up sono giusti per te.

Nascita dell’armocromia

Questa disciplina era già conosciuta nell’Ottocento. Molti professionisti, da allora fino ad oggi, hanno studiato come abbinare le varie sfumature delle diverse tipologie di colore.

Johannes Itten ad esempio, fu pittore e docente presso la Bauhaus University, in Germania. Egli nacque nel 1887 e morì nel 1967. Sviluppò, durante il periodo di insegnamento, un sistema particolare per andare incontro alle esigenze dei suoi studenti delle varie classi della scuola di Belle Arti.

Partendo dalle diverse tonalità delle stagioni, divise i colori in gruppi diversi e li mise in relazione alle caratteristiche cromatiche degli occhi, dei capelli e della pelle dei suoi allievi.

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Agli inizi del Novecento questa nuova modalità di gestione dei colori cominciò a farsi spazio nel mondo della moda e del make up. Con la nascita del cinema a colori, alla fine degli anni Trenta del Novecento, a Hollywood le costumiste iniziarono a dedicare maggiori attenzioni all’effetto cromatico di abiti e trucco.

La canadese Elizabeth Arden negli stessi anni, nel campo del beauty, mise sul mercato dei box con blush e ombretti che si abbinavano alle diverse caratteristiche delle donne. Inventò, inoltre, il total look, ossia i trucchi coordinati per le labbra, le guance e le unghie.

Gli anni ’70 e Bernice Kentner

Per arrivare al concetto di armocromia come la conosciamo noi oggi però, dobbiamo aspettare la fine degli anni Settanta del Novecento. In quegli anni, grazie al libro della cosmetologa americana Bernice Kentner (Color me a season), questa disciplina divenne molto popolare.

La Kentner, che era appassionata di luce naturale e di colori, decise di raggruppare le diverse sfumature in quattro specifiche palette. Nacquero così le quattro stagioni dell’armocromia, ovvero l’Inverno, l’Estate, la Primavera e l’Autunno. Ogni stagione, in base alla proprie peculiarità, era in grado di esaltare la femminilità delle donne.

In Italia l’armocromia diventa popolare grazie all’imprenditrice Rossella Migliaccio, la quale ha fondato l’Italian Image Istitute , il primo istituto presente sul nostro territorio che offre un’alta formazione in materia ed è rivolta a consulenti di immagine e ai professionisti del settore.  

A quale stagione appartieni?

Il primo passo da fare è quello di determinare i colori naturali di una persona, ossia i colori della pelle, degli occhi, delle labbra, dei capelli. Questo serve per capire a quale sottotono appartiene.

Questa informazione serve per scegliere il fondotinta e il primer colorato giusto: il primo deve armonizzare l’incarnato ed enfatizzarlo; il secondo, dovendolo applicare prima del fondotinta, deve essere una tonalità idonea.

Il primer serve per rendere più radiosa la pelle e, quindi, deve andare a lavorare sulle imperfezioni e sulle discromie: per questo motivo ne esistono vari.

La scelta di questo componente di make up si basa sulla teoria dei colori complementari: nel momento in cui si applica un colore sul suo complementare, quest’ultimo verrà annullato. Il viola, ad esempio, viene usato per ridimensionare le pelli gialle. Per chi possiede una pelle arrossata, a causa della couperose e/o delle alterazioni vascolari, deve usare il verde. L’arancio/il giallo si applica sulle pelli olivastre.

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Il sottotono della pelle è in sostanza la temperatura della pelle. Esiste il sottotono caldo, quando la pelle si abbronza con facilità e le vene tendono al verde. Nel sottotono freddo invece, la pelle si abbronza difficilmente, diventando rossa e le vene sono tendenti al blu.

Quando si è in presenza di un sottotono caldo, la persona è valorizzata da sfumature calde dell’oro. Se il sottotono è freddo invece, saranno i toni dell’argento a esaltare il soggetto.

Utilizzando in parallelo la teoria dei colori complementari e le regole dei settori freddi/caldi è possibile organizzare look e make up incredibili.

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I parametri dell’armocromia

Tra i pilastri dell’armocromia c’è, come abbiamo visto, il sottotono della pelle. Attraverso di esso viene individuata la temperatura della nostra carnagione, che può essere caldo o freddo.

Questo parametro ti permette di capire se i colori che maggiormente ti valorizzano sono caldi o freddi. Un sottotono di pelle caldo, ad esempio, sarà valorizzato da colori caldi. Una persona che invece ha un sottotono freddo sarà valorizzata da colori freddi.

Gli altri parametri di cui si avvale questa disciplina sono:

✴️il contrasto, ossia il colore di occhi e capelli e quanto questi ultimi insieme alle sopracciglia “staccano” dall’incarnato.

Il contrasto naturale tra capelli e pelle porta a scegliere in un outfit determinate fantasie e abbinamenti di colori rispetto ad altre soluzioni. Chi ha una pelle chiara e capelli scuri ha un contrasto alto, gli abbinamenti che valorizzeranno la sua persona sono a contrasto alto (fucsia e nero) e potrà indossare fantasie vivaci e contrastate;

✴️l’intensità, che può essere alta o bassa e riguarda in particolare il viso. Serve per comprendere se una persona sta meglio con colori brillanti (palette primavera e inverno) o con colori opachi (palette autunno ed estate);

✴️il valore cromatico, che indica l’intensità della chiarezza o della scurezza dei colori da usare. Per chi ad esempio è bionda, avrà un valore cromatico molto chiaro e la valorizzeranno colori chiari.

Se un colore non è idoneo, ovvero non rientra nella propria palette, si potrà indossare lo stesso, con alcune accortezze: occorrerà camuffarlo con il trucco o con gli accessori; si porterà lontano dal viso e lo si abbinerà con un colore che, invece, è in palette.

armocromia
Test armocromia, stagione fredda – credits

Tecniche per eseguire l’analisi del colore

Per scoprire la propria stagione cromatica è possibile fare un piccolo test. È importantissimo essere completamente struccate e indossare una maglietta bianca.

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Il test

Bisogna posizionarsi davanti allo specchio e accostare al viso una stoffa prima di colore arancione e poi una fucsia. Durante questa operazione, bisogna vedere con quale delle due stoffe il viso si illumina di più.

Successivamente bisogna rispondere a due semplici domande:

1. mi abbronzo facilmente o con difficoltà?

2. dopo uno sforzo fisico, la pelle subisce delle alterazioni e si arrossa sulle guance, sulle orecchie e sul decolté?

Terminato questo piccolo test, si può stabilire quali gradazioni può raggiungere la propria pelle.

Risultato del test: arancione o fucsia?

Nel caso in cui la pelle viene esaltata dalla stoffa arancione, il sottotono appartiene al caldo. La stagione di riferimento è la Primavera, se ad essere dominanti sono i colori chiari; se invece sono dominanti i colori scuri, la stagione di riferimento è l’Autunno.

Qualora il colore fosse il fucsia, il sottotono apparterà al freddo: per le tonalità chiare la stagione sarà l’Estate; se invece le tonalità sono scure, la stagione sarà l’Inverno.

Le sedute professionali

Esistono però delle vere e proprie sedute professionali, in cui una professionista del campo analizza le caratteristiche cromatiche della persona. Tra le tecniche utilizzate vi è quella del draping, ossia dei drappi colorati.

Questi drappi di stoffa colorata sono divisi in quattro sezioni e richiamano le varie stagioni. Ogni drappo viene appoggiato al viso struccato per vedere quale di essi faccia risaltare la pelle.

Questa tecnica serve, quindi, per individuare quali sfumature sono migliori e illuminano il viso, nascondendo possibili difetti estetici. La consulenza, della durata di circa un’ora e mezza, termina con la creazione di una palette personalizzata, in cui sono presenti i colori da usare per l’abbigliamento, gli accessori e il make up.

Viene, inoltre, redatta una scheda riepilogativa della consulenza, con tutte le informazioni comunicate durante la seduta e che la cliente potrà visionare a proprio piacimento nel tempo.

Img da risorse gratuite  Testo by Laura Danesi per IlPumoGiallo©

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Sono laureata in Teorie e Tecniche del linguaggio audiovisivo (DAMS quadriennale) presso l'Università degli Studi di Torino. Ho conseguito due qualifiche professionali: una come Tecnico multimediale, con indirizzo comunicazione televisiva e una come Tecnico di produzione di contenuti multimediali e comunicazione per il Web 2.0. Lavoro per privati, professionisti e tribunali in qualità di trascrittrice file audio/video; sottotitolatrice audiovisiva; grafica; copywriter; ghostwriter; editor e correttore di bozze.

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