Bruciare una pigna a Natale porta fortuna, il perché

Bruciare una pigna a Natale porta fortuna, il perché

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Nella tradizione campana, soprattutto partenopea, bruciare una pigna la notte o comunque il giorno di Natale porta fortuna. Non solo a Natale ma anche a Capodanno, per il medesimo motivo beneaugurante.

Sul fuoco, del camino o meno, la resina residua si scioglie regalando all’ambiente un profumo dolciastro che va ad abbracciare quello del fumo prodotto che somiglia moltissimo all’incenso.

Il motivo della convinzione/superstizione è legato al sacro e di seguito vi spiego perché.

Perché bruciare una pigna a Natale porta fortuna e la leggenda del Lupino

La “voce”, che poi diventerà leggenda e verrà tramandata di generazione in generazione, nasce ed inizia a circolare nel 1600. Parla di un episodio legato alla Nascita di Gesù, narrata nel Vangelo secondo Luca e nel Vangelo secondo Matteo.

Verrà anche musicata in napoletano nel 1947 da Roberto de Simone e cantata da Concetta Barra (trovate -> qui testo e canzone) mentre Mimmo Mòllica comporrà la “Filastrocca del Natale e del Lupino” che troverete alla fine.

Bruciare una pigna a Natale
Di Hubert Van EyckMichea profetaFonte

La strage degli Innocenti

Siamo al tempo del Re Erode. Una profezia aleggia come spettro sulle sue preoccupazioni, quella di Michea, un antico profeta ebreo, autore del Rotolo della Profezia:

Ma da te, o Betlemme, Efrata, piccola per essere tra le migliaia di Giuda, da te mi uscirà colui che sarà dominatore in Israele, le cui origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni.

Michea, 5:1 – FonteLa Parola

Quando la Stella si rende visibile agli occhi dei Giudei e dei Magi, il Re ordina allora di uccidere tutti i neonati e i bambini fino a 2 anni che vivono a Betlemme e nei dintorni di essa.

E’ certo così di evitare di essere spodestato dal “Re dei Re”. E i soldati partono.

Ma (il Profeta è Geremia):

La fuga in Egitto:
13. Quando furono partiti, ecco un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: “Alzati, prendi il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e restaci finché io non te lo dico; perché Erode cercherà il bambino per farlo morire”. 14. Egli dunque si alzò, prese di notte il bambino e sua madre e si ritirò in Egitto; 15. là rimase fino alla morte di Erode, affinché si adempisse quello che fu detto dal Signore per mezzo del profeta: “Chiamai mio figlio fuori dall’Egitto”.

Matteo 2,13-21 – Fonte “la Parola”

La leggenda del Lupino

Ecco che la Sacra Famiglia, Giuseppe, Maria e il suo Neonato, fuggono nottetempo verso l’Egitto, aiutati solo da un asinello. I giorni di viaggio sono tanti e il tragitto non proprio ospitale. Il timore di essere catturati dai soldati di Erode, così vicini, è tanto ma devono comunque fermarsi, per ristorarsi un poco dalla fatica.

Per nascondersi chiedono aiuto agli alberi e alle piante.

Maria chiede inizialmente aiuto per nascondere il Bambino alla pianta di Lupino ma questa si rifiuta. Agita invece le fonde fitte del proprio cespuglio, lanciando ovunque baccelli e semi, rischiando di attirare l’attenzione dei soldati.

Disperata la Famiglia chiede allora aiuto ad un Pino. Questo, al contrario, spalanca i propri rami frondosi, accogliendola con amore e compassione e regalando finalmente un po’ di quiete.

Quando Maria si sente al sicuro, grata al Pino lo benedice, donandogli per la sua devozione il profumo di resina e di incenso.

Il Bambino, a sua volta, quando la Mamma gli dice di fare una carezza all’albero, tendendo la propria manina ne benedice i frutti.

Al crudele Lupino dedica invece la condanna di avere per sempre frutti aspri e amari, come la crudeltà che ha rivolto loro.

In conclusione

E’ da allora che la tradizione non si fa mai mancare almeno una pigna in casa da bruciare a Natale. Per rievocare la devozione del Pino e per riverberare su di sé e sulla propria Famiglia la benedizione.

La stessa pigna si brucerà per spargere quel profumo di resina e incenso che arrivi ovunque, fino in cielo. Ad omaggiare la nascita di Gesù Bambino.

Bruciare una pigna a Natale
Credits: Napuliamm

Se ci fate caso, dopo aver tagliato a metà il pinolo, noterete una sagoma che sembra una manina. E’ il segno della benedizione di Gesù bambino a confermare la leggenda.

La filastrocca del Natale e del Lupino

Dopo aver detto perché si deve bruciare una pigna a Natale ecco infine la filastrocca dedicata ai bambini di Mimmo Mòllica ©.

Quando nacque Gesù fu emesso un bando
contro i bambini nati proprio quando
i Magi giunti da Gerusalemme
raggiunsero la grotta di Betlemme.

Saputo del Bambino, un re potente
cominciò ad indagare tra la gente,
temendo fosse in bilico il suo regno
voleva uccidere Gesù con molto sdegno.

E quando si avverò la profezia,
la nascita a Betlemme del Messia,
Erode diede l’ordine ai soldati
di uccidere in Giudea tutti i neonati.

Giuseppe falegname fu avvertito
da un angelo del Dio dell’Infinito,
disse a Giuseppe: “Scappate via in Egitto,
Erode ha pubblicato già un editto,
restate là finché lo dirò io
e fatta sia la volontà di Dio”.

In piena notte Giuseppe e Maria
con il Bambino scapparono via,
innalzarono a Dio la loro lode
perché salvasse il Bimbo da re Erode.

Fugge Maria con San Giuseppe accanto,
il Figlio avvolto dentro un bianco manto,
e nella notte per sentieri foschi
cercano scampo tra foreste e boschi,
mentre i soldati proprio là vicino
son sulle tracce di Gesù Bambino,
a Giuseppe e Maria danno la caccia
per strapparle il Bambino dalle braccia.

Maria nel bosco non trova riparo,
solo cielo scoperto e tempo amaro,
sentendo ogni soldato già vicino
cerca un rifugio per Gesù Bambino.

Fugge Maria e va per la campagna,
l’Angelo benedetto l’accompagna,
corre Maria, il cuore le si schianta,
chiede riparo pure ad ogni pianta,
anche Giuseppe sentendosi perduto
e agli alberi del bosco chiese aiuto.

La prima pianta che vide vicino
fu un fitto cespuglio di Lupino:
“Dolce Lupino mio, dolce Lupino
aiutami a nascondere il Bambino!”

Ma il Lupino rispose “andate via”,
a san Giuseppe, al Bimbo ed a Maria,
ed agitò più forte le sue fronde,
disse: “Il Bambino qua non si nasconde”.

Chiuse i suoi rami stretti e rinserrati
a Giuseppe e Maria stanchi e stremati,
mentre i baccelli scoppiavano ad oltranza
lanciando i loro semi in lontananza,
per attirar lo sguardo dei soldati
che per fortuna erano già passati.

“Per amore di Dio – disse Maria -,
sbatter così le fronde è una follia,
con i giudei armati già alle porte”,
però il Lupino le sbatté più forte.

E dopo il gran rifiuto del Lupino
Maria vide nel bosco un grande Pino,
malgrado la fatica e la distanza
le ritornò nel cuore la speranza.

“O dolce Pino mio, mio dolce Pino
aiutami a nascondere il Bambino!”.
Il Pino aprì le fronde sue maestose
e subito il Bambino là nascose,
divenne il bosco quieto e meno scuro
per rendere il rifugio più sicuro.

Il Pino aprì i suoi rami ed a Maria,
disse: “Sei benvenuta, Madre mia,
non ci son più giudei né soldati,
erano prima qua, ma son passati”.
A Gesù con Maria diede riparo
e il bosco sembrò farsi meno amaro.

Quando sentì al sicuro il suo Bambino
Maria commossa si rivolse al Pino,
lo ringraziò e lo strinse forte al petto:
“Pino sarai per sempre benedetto
per avere salvato il mio Bambino
da Erode, re feroce ed assassino”.

“Tu che a Gesù Bambino hai aperto il cuore
di incenso santo porterai l’odore,
ma tu Lupino fosti tanto avaro
e il frutto tuo sarà per sempre amaro,
tu col Bambino fosti aspro e crudele
e darai frutti amari più del fiele”.

“Tu Pino fosti buono e per compenso
profumerai di resina e d’incenso
ed il profumo degli aghi di pino,
la notte di Natale e del Bambino,
si innalzerà nel vento fino al cielo,
col canto di alleluia e del Vangelo”.

Da allora in ogni casa per Natale
c’è sempre un bell’addobbo floreale;
per festeggiar l’arrivo del Bambino
non manca mai una pigna di pino,
per ricordare con la sua fragranza
questa leggenda divenuta usanza,
della fuga in Egitto del Bambino
e dell’amaro frutto del lupino.

Mimmo Mòllica©

– Postilla –

Le immagini presenti in questo articolo sono tratte da risorse gratuite. Laddove qualcuno dovesse ritenere violato il proprio copyright, basterà contattarmi e provvederò a rimuovere l’immagine o ad attribuire i credits insufficienti.
Testo by IlPumoGiallo©

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