Farina di grillo, facciamo un po’ di chiarezza 

Farina di grillo, facciamo un po’ di chiarezza 

Negli ultimi anni, la farina di grillo sta guadagnando molta popolarità come fonte alternativa di proteine per l’alimentazione. Ebbene, dal 3 gennaio 2023 la farina di questo insetto è consentita nel mercato europeo.

Questo nuovo cibo va ad aggiungersi alla lista di quelli ammessi alla commercializzazione dall’Autorità di vigilanza comunitaria ma l’autorizzazione presenta alcune contraddizioni. Scopriamole insieme.

Panini da polvere di grillo (pixabay)

Farine di insetti permesse in Europa

Il consumo di insetti e dei loro derivati ​​si chiama entomofagia ed è praticato da decenni in tutto il mondo. Negli ultimi anni, la ricerca sull’argomento è molto avanzata. Nel 2013, la FAO ha sottolineato che il consumo di insetti può contribuire alla sicurezza alimentare e all’ambiente.

L’Unione Europea ha approvato nel 2021 il primo Regolamento sugli insetti commestibili, concedendo la prima autorizzazione ad un’azienda francese per l’immissione in commercio delle larve essiccate di Tenebrio molitor nel mercato comunitario.

Nel 2023 è arrivata anche l’autorizzazione per la farina di Acheta domesticus, cioè il grillo domestico. La richiesta era stata presentata dalla startup vietnamita Cricket One Co. Ltd., il cui core business è quello di innovare il mercato del cibo con gli insetti edibili.

Di fatto l’UE le ha concesso di commercializzare nel nostro continente questo Novel Food in esclusiva per i prossimi 5 anni.

Farina di grillo, in UE fa discutere

La farina di carcassa di grillo potrà essere usata in: 

pane, cracker e grissini;

– barrette ai cereali e snack;

– premiscele secche per prodotti da forno;

biscotti e prodotti secchi a base di pasta;

salse;

– prodotti trasformati a base di patate, leguminose e verdure;

pizza e prodotti a base di pasta;

siero di latte in polvere;

– bevande tipo birra;

– prodotti a base di cioccolato;

– frutta a guscio e semi oleosi;

– preparati a base di carne e prodotti sostitutivi della carne.

La decisione ha innescato discussioni e perplessità, perché ci sono delle contraddizioni nelle motivazioni dell’autorizzazione.

Infatti, nella prefazione dell’atto, la Commissione Europea riconosce che la farina di grillo contiene proteine allergenizzanti (in particolare la chitina, contenuta nel carapace) e richiede ulteriori approfondimenti scientifici oltre a quelli fatti dalla società del Vietnam.

Nonostante ciò, afferma che non è necessario indicare nelle etichette un avvertimento della possibilità di causare sintomi allergici in persone sensibili.

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare aveva scritto nel suo parere obbligatorio richiesto dalla Commissione Europea che il consumo di polvere parzialmente sgrassata di Acheta domesticus (grillo domestico) può provocare reazioni allergiche in chi è allergico ai crostacei, ai molluschi e agli acari della polvere.

L’Autorità ha inoltre osservato che, se gli insetti vengono sfamati con sostanze allergeniche, queste possono passare nel nuovo alimento. È pertanto opportuno che gli alimenti contenenti farina di grillo lo riportino in etichetta.

farina di grillo
Grillo in polvere (pixabay)

Benefici della farina di grillo per la salute

Il carapace del grillo domestico ridotto in polvere ha un elevato contenuto di proteine ad alto valore biologico (circa il 65%). La percentuale di proteine ​​che ha un grillo subadulto è nettamente superiore a quelle ​​che hanno altri animali da allevamento: il pollo ne contiene il 27% o il manzo il 20%.

La farina di grillo domestico risulta anche ricca di fibre, calcio, vitamina B12, ferro, fosforo e sodio. Inoltre, il rigido protocollo di allevamento autorizzato permette che non ci siano organismi patogeni, micotossine, metalli pesanti, idrocarburi.

Uno studio del 2018 ha confrontato la digeribilità della farina di grillo con quella della carne di manzo, evidenziando che quella dell’insetto è altamente digeribile e fornisce una quantità significativa di nutrienti essenziali. 

Sostenibilità ambientale

La produzione di carne è una delle principali fonti di emissioni di gas a effetto serra, ma la produzione di farina di grillo può essere un’alternativa ecosostenibile.

I grilli hanno un’elevata efficienza alimentare e serve meno acqua e spazio rispetto alle tradizionali fonti di proteine animali. Inoltre, la produzione di farina consuma meno energia e meno gas a effetto serra rispetto agli allevamenti di animali da carne.

Dell’allevamento di questo insetto ne giova anche la produzione vegetale, essendoci bisogno di coltivare milioni di tonnellate di cereali, legumi e foraggio per soddisfare la fame dei milioni di capi di bestiame in allevamento intensivo per la macellazione; cosa possibile solo sfruttando enormemente il suolo.

Nonostante ciò, il consumo di questo nuovo alimento sta suscitando molte polemiche e molto disappunto.

Img da risorse gratuite (Credits Grillo: Boris SmokrovicChocolate– Testo by IlPumoGiallo©

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