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Fiori di cera o porcellana, le bellissime piante Hoya

- Aprile 23, 2023

I Fiori di cera, o fiori di porcellana, sono gli appellativi con cui si conosce questa particolare pianta il cui nome botanico è Hoya Carnosa. Un altro nome identificativo è Hoya Bella.

Le specie (famiglie) del genere Hoya sono davvero tante, oltre le 300, ma classificarle per varietà è complicato, considerando i diversi nomi con cui una stessa pianta può identificarsi, in base alla zona in cui viene coltivata.

Potete trovare un elenco delle specie qui: Associazione Internazionale Hoya.

Originaria del sud-est asiatico e Oceania oggi è diffusa ovunque e può essere messa a dimora in vaso come pianta da appartamento o anche all’esterno, a seconda del genere.

Fiori di cera o porcellana

Fiori di cera o di porcellana: Hoya Carnosa

Iniziamo con il dire che la Hoya è fondamentalmente un rampicante perenne sempreverde. Può svilupparsi come una vite o un arbusto, anche se raramente.

Anche foglie e fiori possono differire molto tra loro ma questi sono sempre a forma di stella con 5 punte. Possono comunque variare di grandezza e colori (tranne il blu) e crescono a ombrello, creando anche gruppi di numerosi fiori salvo la La Hoya Pauciflora Wight a fiore singolo.

Appartiene alla famiglia delle Asclepiadacee da quando questa fu creata nel 1810 da Robert Brown, botanico e viaggiatore scozzese, per catalogare alcune piante appartenenti alla famiglia delle Apocinaceae che non corrispondevano in toto alle caratteristiche tipiche di quella famiglia.

La famiglia delle Asclepiadacee e il nome “Hoya”

La particolarità identificata, che è alla base delle caratteristiche delle Asclepiadaceae, consiste nell’avere il polline interamente contenuto nel pollinium (pollinia al plurale) ovvero una piccola massa gelatinosa. Una similitudine con le Orchidee.

Questa famiglia comprende, oltre che le Asclepias (piante comuni che crescono anche ai bordi delle strade), anche succulente simili a Cactus (Stapelieae/Stapeliads/Stelle del Deserto) con particolari fusti radicanti e striscianti e versioni epifite come la Dischidia, con le sue foglie a urna o a sacchetto, rifugio prediletto delle formiche. C’è da dire che il loro profumo non è proprio amabilissimo.

Il nome Hoya (R.Br.)

Il genere Hoya, introdotto in Gran Bretagna nel 1802 dal Queensland, prende il nome da Thomas Hoy, il giardiniere (e botanico) alla Syon House di proprietà del Duca di Northumberland, un celebre collezionista di piante soprattutto esotiche.

Fu proprio Robert Brown, nell’800, a dedicargli il genere della pianta, in onore dell’interesse comune per la flora australiana. Appartenevano difatti entrambi alla Linnean Society, ad oggi la società più antica dedicata alla storia della Natura.

Fiori di cera o porcellana
Hoya Verticillata alias Sperlingia VahlCredits

A questo proposito, esiste una diatriba sull’attribuzione corretta del nome Hoya. L’alternativa sarebbe Sperlingia Vahl, in nome di Martin Vahl, botanico e allievo di Linneo, in luogo di Hoya R.Br.. Nello specifico, un esempio di doppia denominazione è riferito alla Hoya Verticillata (epifita, un sinonimo è Acanthostemma Blume).

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Anche Vahl aveva pubblicato dei tomi fra cui quello in cui trattava il genere di pianta in questione ma morì nel 1804 e il tomo fu pubblicato postumo, anch’esso nel 1810. Probabilmente, se fosse stato pubblicato nel tempo in cui fu redatto oggi non vi sarebbero dubbi sull’attribuzione.

Ma torniamo alla Hoya Carnosa, dai fiori di cera o di porcellana.

Fiori di cera o porcellana
Gocce di nettare della Hoya CarnosaCredits

Fiori di cera o di porcellana, caratteristiche e fiori della Hoya Carnosa

E’ una perfetta pianta da appartamento. Può essere anche posizionata all’esterno ma in questo caso è necessario essere accorti alla luce che riceve.

Sebbene prediliga zone umide e ombreggiate (anche calcaree), spesso si arrampica su altri alberi potendo raggiungere anche i 6 m, si ambienta perfettamente in vaso casalingo e ci dimora stabilmente senza problemi, adattandovisi.

I fiori si aggregano in una unica infiorescenza sferica. La loro caratteristica sta nell’aspetto ceroso dei 5 petali bianchi (o avorio) e globosi a forma triangolare che circondano e proteggono la corona staminale (facendone parte, contengono stami e pistilli) e costituiscono il ginostegio, polposi e lucidi tanto da sembrare, appunto, di porcellana. La corona staminale invece è rossa o rosata. I petali della corolla sono piatti e vellutati, perché ricoperti da una sottile peluria.

Fiori di cera o porcellana
Hoya Carnosa con corolla biancastra

Sprigiona il suo profumo dolce nelle ore serali, dal tramonto in poi, e notturne, attirando insetti impollinatori, soprattutto falene.

Fioritura, rinvaso e potatura della Hoya carnosa

Fiorisce in Primavera, fondamentalmente da aprile/maggio a ottobre ma solo dopo i primi 2 anni di vita. Se non fiorisce la causa è da attribuirsi all’habitat in cui si trova che necessita di alcune condizioni di base. Può quindi dipendere dalla temperatura, dalla luce o da un rinvaso poco gradito dalla pianta.

Il rinvaso

A proposito del rinvaso, la Hoya Carnosa, come le sorelle, è una pianta che si “lega” al suo vaso. Potrebbe restarci per anni e non mostrare segni di sofferenza, ma se proprio è necessario “scomodarla”, badate che il nuovo vaso differisca solo di pochi cm. Se la zolla viene trasferita insieme ad altra terra più irrigata, potrebbe risentirne. Effettuate il rinvaso solo dopo 2-3 anni.

Potatura

Questa pianta non richiede potatura. Basterà eliminare le parti secche come foglie e fiori (che comunque cadrebbero da soli) ma mai gli steli (speroni), perché da questi, nell’arco della stagione, possono nascere altri boccioli, oltre che foglie nuove.

Se proprio avete necessità di farlo, all’arrivo della primavera tagliate con una cesoia lo stelo fra i noduli ma assicuratevi prima che la pianta abbia prodotto almeno 4 foglie.

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Terriccio e concimazione

Il tipo di terriccio

Questa pianta dai fiori di cera o di porcellana gradisce un terriccio acido e ben drenato (alcune Hoya anche un po’ calcareo). E anche caldo, possibilmente. Ne parlerò a proposito della irrigazione. Perfetto l’utilizzo di Perlite per favorire areazione e drenaggio fra le radici, va bene il terriccio che viene utilizzato per le orchidee e quello per le piante grasse.

Miscelate questi 3 elementi in parti uguali e avrete il terriccio perfetto per la Hoya Carnosa.

Se non avete la Perlite, andranno bene anche sabbia e pietre. Assicuratevi che il vaso abbia i fori di drenaggio, anche uno è sufficiente, e sistemate dei ciottoli nel sottovaso.

Concimazione e fertilizzante

La Hoya Carnosa va concimata ogni primavera-estate, mai in inverno. La concimazione va eseguita ogni 15 giorni, diluendo nell’acqua di irrigazione un concime che sia ricco di fosforo, azoto e potassio.

Utilizzate fertilizzanti minerali complessi, altrimenti un classico fertilizzante liquido per piante da appartamento, che applicherete diluito ogni mese, durante il periodo di crescita attiva, tranne quindi in inverno.

Hoya CoriaceaCredits

Irrigazione, temperatura e umidità della Hoya

Va annaffiata solamente nel suo periodo di crescita attiva (fine marzo – ottobre). Non ha un vero e proprio periodo di dormienza (novembre – marzo) ma ci si può regolare in questo modo: si annaffiature da marzo a ottobre, no da novembre a marzo e nemmeno concimazione. Al massimo nebulizzate acqua sulle foglie e sul terriccio.

Tenete presente che con il ridursi delle ore di luce, si ridurrà anche la crescita della pianta.

Nel periodo di annaffiatura utilizzate acqua dolce a temperatura ambiente o leggermente più calda. Dissetatela regolarmente sempre regolandovi in base al terriccio superficiale: quando questo è secco, date acqua, proprio come fareste con una pianta grassa.

Nel periodo estivo nebulizzate acqua sulle foglie ma mai sui fiori. Fatelo anche se l’ambiente è sufficientemente umido.

Ricordate che troppa acqua può uccidere la pianta. Vi accorgerete della sua sofferenza dal colore delle foglie che tenderanno al giallastro marroncino. In casi estremi sarà necessario travasare in un nuovo terriccio. Ricordate anche di togliere l’acqua in eccesso dal sottovaso.

Temperatura

Tollera diverse temperature, alcune meglio altre meno. Il clima perfetto è caldo e umido, è consigliabile pertanto non farle sopportare una temperatura inferiore ai 10°-15°. Se fa troppo freddo può perdere le foglie. E se la temperatura è superiore ai 20°, sempre di inverno, la fioritura potrebbe venirne influenzata negativamente.

In periodo estivo la sua temperatura ideale arriva a 25°- 27°. Ma sopporta bene temperature superiori.

L’umidità

Da brava pianta tropicale, brama (quasi disperatamente) l’umidità del suo habitat. Deve essere almeno al 40%. La nebulizzazione è un’ottima soluzione ma lo è ancora di più utilizzare lo stratagemma di radunare assieme alla Hoya altre piante. La nebulizzazione di gruppo tratterrà ancora meglio l’umidità, elevando comunque di poco quella della stanza che ospita le piante.

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Altrimenti un bell’umidificatore per ambienti potrebbe diventare il suo migliore amico!

Illuminazione del fiore di cera o di porcellana

E’ una pianta fotofila da un certo punto di vista, ma non dovrebbe mai ricevere luce diretta del sole (nelle foreste pluviali infatti è protetta dagli altri alberi). In assenza di luce o con illuminazione scarsa, tenderà a non produrre fiori.

Se la pianta è all’esterno, evitate che riceva la luce diretta solare, altrimenti le foglie si bruceranno e diventeranno scure. Posizionatela all’ombra di altre piante.

In casa fate in modo che riceva luce indiretta, da media a molto luminosa, preferibilmente vicino alle finestre ad est o ad ovest.

Parassiti e malattie

Le Hoya di solito resistono molto bene a parassiti e malattie, soprattutto se ben tenute e se sono in casa. Tuttavia è possibile prevenire incursioni di insetti come acari rossi, cocciniglia, afidi e simili, comunque i classici parassiti da giardino, con insetticidi appositi oppure con semplice alcool denaturato o acqua saponata.

Se usate l’alcool denaturato, tamponandolo sulle foglie, fate attenzione a non esporre la pianta al sole quando sono ancora bagnate.

Se è il substrato ad essere stato infettato, per evitare di ricorrere al rimedio della cottura a vapore per sterilizzarlo, sostituitelo completamente, compreso vaso e sottovaso.

In conclusione:

La Hoya dai fiori di cera o di porcellana, così come tutte le altre Hoya, è una pianta che ama la sua comodità abitudinaria. E questa comprende un perfetto equilibrio di tutte le condizioni necessarie a farla fiorire. Se ciò non accade, eppure la pianta è in salute, significa che una o più di queste condizioni è venuta meno.

Provate a spostare il vaso dove riceve più luce (ma attenzione, non fatelo se sta sbocciando. Anche piccoli cambiamenti di luce possono vanificare la fioritura), annaffiate meglio oppure nebulizzate più spesso, controllate l’umidità della stanza oppure cambiate fertilizzante, magari scegliendone uno con più fosforo (forza la fioritura).

Una di queste condizioni, per quanto possano sembrare banali, può fare la differenza.

Un trucchetto: ogni inizio primavera e ogni inizio autunno, tenete il nodulo della pianta che protegge le radici in acqua calda per due ore. Accelererà la fioritura e migliorerà le successive.

Fiori di cera o porcellana
Hoya Vitellina

Problemi comuni della Hoya e soluzioni

La pianta non fiorisce: la causa potrebbe essere una temperatura invernale troppo alta o dipendere dalla luce. Soluzione: Docciate (lo adora) con acqua calda per stimolare la fioritura.

Macchie sulle foglie: la causa è l’illuminazione o la luce diretta del sole che le ha bruciate. Soluzione: spostate la pianta in una condizione di luce migliore.

Foglie un po’ accartocciate, troppo chiare o secche: troppo sole o, se secche, poca irrigazione. Soluzione: spostate la pianta all’ombra, poi in penombra. Migliorate l’apporto di acqua.

Le foglie cadono: troppa umidità o terreno freddo. Soluzione: regolare meglio l’irrigazione o spostare la pianta dove riceva più luce soffusa.

La pianta perde i fiori: l’aria è troppo calda o troppo secca. Soluzione: migliorare il grado di umidità dell’ambiente.

Foglie che sembrano sbiancare e pianta che non cresce: significa che le risorse del terreno si sono esaurite. Soluzione: rinvasare.

Img da risorse gratuite – Testo by IlPumoGiallo©

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Sono nata nel '77, Avvocato e scrittrice. Appassionata di arte e musica, di letteratura e retorica, di storia e di filosofia, faccio della creatività lo svago dalle mie passioni. Amante delle parole in ogni loro forma, scritta e non scritta, mi piace scrivere perché, citando Cesare Pavese, riunisce le due gioie: parlare da solo e parlare ad una folla (Cesare Pavese, 4 maggio 1946).

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