35 views 9 min 0 Comment

Il castello più infestato di Italia, la casaforte di Moncalieri

- Luglio 3, 2024
castello de la Rotta
Credits foto copertina: Lèon Company Production, fonte in calce.

A circa dieci chilometri da Moncalieri, comune alle porte del capoluogo piemontese, sorge un antico edificio risalente al IV° secolo, che conserva le tracce del suo passato medievale, considerato il castello più infestato di Italia.

Il castello infestato di Moncalieri è una casaforte, una residenza signorile fortificata. Rappresenta una costruzione protetta che ha avuto una doppia funzione nel corso dei secoli. Inizialmente utilizzata dai signori rurali per la conservazione dei prodotti agricoli e la prevenzione di furti, è poi diventata un posto sicuro e facile da difendere per le famiglie nobili delle città e i loro alleati. Questa imponente struttura ha acquisito la fama di essere il castello più frequentato dai fantasmi di tutta Italia.

Il castello di Moncalieri, storia

Il castello più infestato di Italia
Foto di Alberto Ghiggini
Castello della Rotta novembre 2023

Il Castello fu originariamente eretto in difesa del ponte sul torrente Banna, attraversato dalla strada romana proveniente da Pollenzo. Il nome Rotta sembra essere stato attribuito dopo la sconfitta subita da Tommaso di Savoia contro i francesi nel 1639, in quanto la parola rotta significa appunto sconfitta. Alcune fonti, tuttavia, suggeriscono che il nome del Castello di Moncalieri potrebbe derivare dalla parola Rotha, che significa roggia, indicando anche un luogo aperto in virtù della sua posizione su una vasta pianura.

Negli anni ’80, la casaforte ha subito un accurato restauro, che l’ha riportata al suo antico splendore. Il castello presenta una struttura a quadrilatero con un’imponente torre di vedetta, un ampio cortile interno, magazzini, stalle e sotterranei.

📍LEGGI ANCHE:  La Mummia Sfortunata, la maledizione dimora a Londra

I Templari al castello più infestato di Italia

Questa maestosa dimora, nel corso dei secoli, è passata di mano in mano, tra romani, longobardi e Templari. Il Vescovo Arduino di Valperga, nel 1196, donò il castello ad Alberto, Maestro della milizia del Tempio, rendendolo di proprietà dei Cavalieri di Malta (non lontano c’è Gorra, un piccolo borgo che, con molta probabilità, è stato un insediamento templare) e rimase in loro possesso per oltre tre secoli. La presenza dei Cavalieri di Malta è attestata da documenti storici e simboli, come le croci patenti che si vedono ancora sui pilastri all’entrata.

Il castello più infestato di Italia
Una delle Croci sui pilastri.

Anche a causa del legame con i Templari, nel corso dei secoli si sono sviluppate intorno a questo castello numerose storie e leggende, molte delle quali sono legate a morti violente. Si narra che i fantasmi di questi sventurati vaghino ancora oggi tra le mura di questa storica costruzione.

Il castello oggi, purtroppo, è di proprietà privata e, quindi, non è aperto alle visite. Per chi si trova a passare lì vicino, può tuttavia provare a vedere se riesce a scovare qualche spirito tra le colline che costeggiano quello che è considerato il castello più infestato d’Italia.

Leggende e fantasmi di Moncalieri

Il cavaliere a cavallo con la croce al collo

Il Castello de La Rotta, il castello infestato di Moncalieri, è stato il palcoscenico di numerose battaglie e di pari morti violente nel corso della sua storia. Alcuni uomini e cavalieri sono stati sepolti all’interno delle sue mura e durante scavi recenti sono stati scoperti i resti di diversi scheletri. Spicca, tra di essi, quello di un cavaliere sepolto insieme al suo fedele destriero, indossante una croce di ferro al collo. I resti di questo cavaliere sono stati datati tra il XV° e il XVI° secolo. La scoperta di questo corpo ha colpito profondamente gli abitanti della zona, poiché da molto tempo si raccontava della presenza del fantasma di un cavaliere a cavallo con una croce al collo che vagava per il castello.

📍LEGGI ANCHE:  La fama inquietante di Palazzo Vallemani, misteri marchigiani

La leggenda narra che in passato giunse alla casaforte una giovane marchesa francese promessa in sposa al signore del castello. Il cuore della ragazza, tuttavia, era già votato ad un giovane cavaliere, noto per la sua bellezza e il suo coraggio. Quando il signorotto scoprì l’amore tra i due, gettò la povera ragazza dalla torre del castello. Il cavaliere, appresa la terribile notizia, consacrò la sua vita a Dio e partì per la Terra Santa a combattere gli infedeli. La leggenda vuole che il fantasma del cavaliere a cavallo, con la croce al collo, che si aggira tra le sale della tenuta, sia proprio questo cavaliere che desiderò essere sepolto in quel luogo accanto alla sua amata.

Il castello più infestato di Italia: il monaco guerriero templare

Un’altra leggenda legata ai templari racconta di un nobile, proprietario del castello, innamorato di una bellissima nobildonna. Nel giorno in cui la corte festeggiava il loro fidanzamento, il palazzo venne improvvisamente assediato dai saraceni. Alcuni di loro inseguirono la promessa sposa fino in cima alla torre e da questa lei si gettò, nel tentativo di sfuggire alle loro grinfie.

Il signore del castello resistette combattendo con valore tutta la notte e riuscendo a respingere i saraceni, poi, giunta l’alba, scoprì sul ponte levatoio la sua futura moglie accasciata priva di vita. Consumato dal dolore e dalla rabbia, il nobile cavaliere prese la drastica decisione di partire per la Terra Santa, diventando un monaco guerriero templare, con l’obiettivo di vendicarsi di coloro che avevano ammazzato la sua promessa sposa.

La leggenda del bambino e della sua nutrice

La leggenda narra che molti anni fa nel castello infestato di Moncalieri abitasse un bambino estremamente dispettoso. Egli faceva diventare grigia la vita della sua povera nutrice. Quest’ultima era costantemente costretta a inseguirlo per tutto il maniero, cercando di evitare che si cacciasse nei guai. In un giorno particolare, la nutrice si trovò incapace di trovare il bambino e, giunta nel cortile, esausta si fermò per riprendere fiato. Ad un tratto, dal lato opposto del cortile, ricomparve il bambino con un sorriso malizioso e di sfida, suscitando involontariamente un colorito rimprovero da parte della stessa.

📍LEGGI ANCHE:  Leggende sulla Campanula: il Simbolismo di un Fiore Incantato

In modo improvviso, nel cortile si materializzò una carrozza trainata da cavalli impazziti che travolse il povero bambino. La nutrice, sconvolta, si ritirò in cucina e si tolse la vita. Da quel momento, si dice che i fantasmi del bambino e della donna vaghino per le sale del castello. Il primo sembra essere alla ricerca della propria madre, mentre la seconda cerca il bambino. Si racconta che, oltre ai lamenti, il fantasma della donna lasci dietro di sé un delicato profumo di rose e gigli.

Il castello più infestato di Italia
Foto di Roberto Gallo
Borgata La Rotta aprile 2024

Altre storie e leggende sul castello più infestato di Italia

La fortezza è al centro di numerose altre storie e leggende riguardanti fantasmi, che alimentano la convinzione che sia il castello più infestato di Italia. Tra esse si narra della condanna di un sacerdote nel 1400, murato vivo per orribili crimini commessi. Un’altra storia riguarda un uomo giustiziato tramite decapitazione, che pare ancora vagare nel cortile interno con la testa nelle mani. Una donna bionda, affascinante padrona del castello, si tolse la vita a causa delle angherie del marito. Si dice che quest’ultima vaghi per la pianura circostante alla tenuta.

Si raccontano, inoltre, visioni di battaglie e interi eserciti in marcia. La leggenda narra che tutti questi spettri si riuniscano annualmente. Nella notte tra il 12 e il 13 giugno, infatti, una processione di questi eserciti si dirige verso il castello più infestato di Italia.

Img da risorse gratuite (copertina: fctp) – Testo by IlPumoGiallo©

0 Shares
- Published posts: 26

Sono laureata in Teorie e Tecniche del linguaggio audiovisivo (DAMS quadriennale) presso l'Università degli Studi di Torino. Ho conseguito due qualifiche professionali: una come Tecnico multimediale, con indirizzo comunicazione televisiva e una come Tecnico di produzione di contenuti multimediali e comunicazione per il Web 2.0. Lavoro per privati, professionisti e tribunali in qualità di trascrittrice file audio/video; sottotitolatrice audiovisiva; grafica; copywriter; ghostwriter; editor e correttore di bozze.

0 Shares
Share via
Copy link
×