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Isola delle Bambole, meta di mistero e inquietudine

- Marzo 24, 2023

L’isola delle Bambole o Isla de las Muñecas, è un’isola situata a sud di Città del Messico, in un’area lacustre fra i canali di Xochimilco. E’ diventata famosa grazie alle centinaia di bambole appese agli alberi e alle strutture dell’isola, che le conferiscono un’atmosfera assai inquietante.

L’artefice di tutto è Don Julián Santana Barrera (Asunción, 22 ottobre 1921), il protagonista di quanto vi andremo a raccontare. E’ lui il creatore di quanto oggi è considerato un luogo spiritato e misterioso, che, in realtà, era la sua chinampa.

Isola delle Bambole, come nasce la leggenda

La leggenda narra che l’isola fu il rifugio di Don Julián Santana Barrera, un uomo che viveva da solo, lontano dalla famiglia. Pare anche reduce da una delusione amorosa.

Un giorno, non è chiaro il periodo preciso, nei pressi della sua chinampa (un rettangolo di terreno agricolo, un’ isola artificiale), notò qualcosa in acqua vicino all’isola.

Era il corpo di una bambina che doveva essere annegata. Poco dopo affiorò anche una bambola che restò a galleggiare vicina.

L’uomo ne rimase turbato e si convinse che lo spirito della bambina lo avrebbe tormentato anche nel sonno.

A questo punto si accavallano altre voci che narrano invece di un bambino annegato molto tempo prima e mai più ritrovato. Condannato dunque a rimanere prigioniero in questo mondo e a vagare per sempre.

Don Julián decise allora di appendere sull’isola la bambola ritrovata in acqua, come segno di rispetto per la bambina morta. Con la convinzione che ne avrebbe tranquillizzato lo spirito inquieto.

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Rimase comunque ossessionato dal pensiero e catturato dal timore per cosa potesse nascondersi di immateriale in quelle acque. Iniziò allora a raccogliere tutte le bambole che trovava, anche rotte, e ad appenderle ovunque sull’isola dove ormai dimorava, divenendone custode.

In questo modo avrebbe tenuto lontano gli spiriti maligni e dormito sonni tranquilli.

La versione di uno storico e la verità

isola delle bambole
Don Julián Santana Barrera – Fonte

La storia di Julián Santana Barrera è stata indagata anche da uno storico dell’Università Iberoamericana, Ander Azpiri.

In realtà l’uomo era un alcolizzato e a causa di questo i guadagni derivanti dalla vendita dei prodotti coltivati sulla sua chinampa diminuirono drasticamente. Iniziò quindi a chiedere l’elemosina agli abitanti di Xochimilco, cosa che non era vista di buon occhio e, spinto da ragioni non note, prese a raccogliere tutte le bambole che trovava, anche solo parti di esse.

Le raccoglieva ovunque, anche dalla spazzatura, indipendentemente dallo stato in cui si trovavano.

Nel 1975 scelse di andare a vivere da solo sulla chinampa che gli apparteneva, per evitare di infastidire la gente che lo considerava un pazzo, e si portò dietro tutte le bambole fino ad allora raccolte. Ad occuparsi di lui era il nipote, il quale, oltre a portargli il cibo, provvedeva anche alla vendita dei suoi ortaggi.

Secondo questa versione, il corpo della ragazza/bambina morta fu ritrovato proprio vicino alla chinampa di Don Julián. E lui, convinto che lo spirito di lei aleggiasse intorno a casa propria, iniziò ad appendere le bambole, per protezione.

Nel 1987 la chinampa dell’uomo venne aperta a tutti, in conseguenza di un salvataggio ecoturistico dell’area. Alla gente che arrivava consegnava Chilacayote (un tipo di zucca) e piante in cambio di pochi denari e bambole, che gli portavano spontaneamente perché potesse ingrandire la sua collezione.

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La collezione inquietante e la morte di Don Julián

Raccolse e appese bambole e parti di bambole per oltre 50 anni, accumulando una collezione impressionante, strana e spaventosa. Finché non morì il 17 aprile 2001, a 80 anni, proprio in quelle acque.

Secondo lo storico, quel giorno, dopo aver fatto colazione insieme al nipote e pulito con lui i canali intorno alla chinampa, gli rivelò che le sirene volevano portarlo via. Il nipote non gli diede peso e si allontanò per un’ora, per occuparsi delle mucche.

Quando tornò trovò il corpo di suo zio nel canale, morto annegato. Il medico legale disse che la causa fu un’insufficienza cardiaca. Ma la leggenda afferma che fu proprio lo spirito della ragazza/bambina a chiamarlo e che, una volta in acqua, le sirene lo portarono via.

L’isola delle bambole oggi

isola delle bambole
Los intrusos seran cazados destripados y destazados – Gli intrusi saranno cacciati, sventrati e fatti a pezzi (fonte)

Dal 2001 l’isola è stata nuovamente aperta al pubblico.

E’ solo nel 2006 però che diventa una meta turistica popolare, quando la sua storia è raccontata in un episodio della serie televisiva “Fantasmi del Messico”.

Oggi, l’Isola delle Bambole è gestita dalla famiglia di Don Julián. E’ diventata una meta turistica imperdibile e attira visitatori da tutto il mondo.

È possibile visitarla su una barca a remi e vedere le migliaia di bambole appese agli alberi e sparse per l’isola. Alcune sono ancora intatte, mentre altre sono rotte e rovinate dal tempo.

Tuttavia la sua atmosfera inquietante, soprattutto quando cala il buio, è ancora presente e alcune persone credono che le bambole siano maledette o infestate da spiriti maligni.

Nonostante la popolarità turistica, l’isola rimane avvolta dal mistero e dalla leggenda. Alcuni visitatori hanno anche riferito di aver sentito voci e risate di bambini provenire dalle bambole, mentre altri hanno detto di vederle muoversi da sole, aprire e chiudere gli occhi e sussurrare tra loro.

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Sembra anche che le bambole si spostino, poiché pare non sia raro vederle in un posto diverso da quello che occupavano fino al giorno prima. Il che non sarebbe strano, considerando la forte aura paranormale presente nel luogo. Tale da attrarre altri spiriti oltre quelli che dimorano nelle bambole, soprattutto nel giorno dei Morti.

Segnalo un paio di documentari in cui approfondire (attivate i sottotitoli): il primo -> qui, il secondo -> qui (al minuto 2:51 vedrete gli occhi della bambola muoversi).

Immagine da video

In conclusione

L’Isola delle Bambole di Xochimilco resta un luogo unico e affascinante che offre ai visitatori la possibilità di esplorare la storia e le leggende del Messico.

Perciò se amate l’arte e gli ambienti naturali e non disdegnate i misteri inquietanti, non perdete l’occasione di visitare questo luogo straordinario.

Img da risorse gratuite (testata: 1, 2, 3– Testo by IlPumoGiallo©

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Sono nata nel '77, Avvocato e scrittrice. Appassionata di arte e musica, di letteratura e retorica, di storia e di filosofia, faccio della creatività lo svago dalle mie passioni. Amante delle parole in ogni loro forma, scritta e non scritta, mi piace scrivere perché, citando Cesare Pavese, riunisce le due gioie: parlare da solo e parlare ad una folla (Cesare Pavese, 4 maggio 1946).

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