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Isola di Poveglia, la più infestata al mondo

- Aprile 26, 2023

L’isola di Poveglia è famosa per essere tra i luoghi più infestati della terra. È un’isola della laguna a sud di Venezia ed è conosciuta per le macabre leggende e le storie inquietanti che la riguardano, divulgate nel corso del tempo.

Questo luogo è caratterizzato da moltissimi edifici ormai cadenti, immersi in una vegetazione incolta e selvaggia. Per via del suo stato di abbandono, circolano inquietanti racconti e miti, oltre a narrazioni su episodi misteriosi avvenuti negli stabili costruiti sul territorio negli anni.

isola di poveglia
Vecchia immagine dell’Isola di Poveglia – Fonte

Isola di Poveglia: le sue origini e la sua storia

Poveglia è conosciuta erroneamente come un’isola. In realtà si tratta di un gruppo di tre isole, una delle quali è artificiale. L’isola maggiore è quella centrale e su di essa, nel corso dei secoli, sono stati costruiti la maggior parte degli edifici.

Alle sue spalle vi è un ponte che la collega con l’isola minore. L’isolotto artificiale fu realizzato nel 1380 per scopi di difesa, poi chiamato ottagono, per via della sua forma.

Nelle mappe antiche Poveglia aveva un altro nome, ossia Poveggia. Vi era anche un’altra denominazione diffusa: Popilia, con molta probabilità il nome deriva dalla presenza in queste terre di alberi di pioppo (Populus in latino). Nelle vicinanze c’era anche la Via Popilia Annia, una strada costruita su commissione da Publio Popilio Lenate, un console romano.

Dalla prosperità alla decadenza

Nella prima metà del VI° secolo questi territori accolsero i primi abitanti, i quali fuggivano dagli invasori barbari. I luoghi limitrofi erano stati devastati e distrutti dalle popolazioni barbare durante la loro avanzata nei territori conquistati.

Per molti anni questa comunità dalle dimensioni ridotte (circa 800 case) visse in pace, evitando le leggi e le tasse imposte dal continente.

Con il tempo divenne un centro prosperoso, sia dal punto di vista economico sia da quello demografico. La pesca e la salinatura era le attività principali. La sua posizione all’interno della Laguna gli consentiva di avere degli ottimi rapporti commerciali con la vicina Pellestrina.

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Con la Guerra di Chioggia, avvenuta verso la fine del XIV° secolo, vi fu un calo demografico, che decretò la fuga della popolazione verso Venezia. L’isola venne quindi occupata e devastata, nonostante  la costruzione della fortificazione ottagonale a scopi difensivi.

Per molti anni la Serenissima cercò di recuperare l’isola ma nel XVIII° secolo iniziò a usarla come stazione per il rimessaggio, ossia come luogo per far sostare le imbarcazioni e per conservare le attrezzature di bordo.

L’isola di Poveglia diventa un sito sanitario oltre che di accoglienza

Nel 1782 le varie strutture cambiarono la loro destinazione, orientandosi verso fini sanitari. L’isola divenne un lazzaretto, il “Lazzaretto Nuovissimo“, e si occupava di ospitare gli equipaggi di malati di peste, visto che non vi era la possibilità di essere ricoverati al Lazzaretto Nuovo e Lazzaretto Vecchio.

Per tutto il XIX° secolo Poveglia fu una stazione per la quarantena marittima. E’ in quegli anni che iniziano a circolare voci inquietanti sui fantasmi dei defunti a causa della Peste. Tra il 1922 e il 1946 sorse un nuovo edificio, adibito a nuovi reparti di natura psichiatrica e geriatrica. Alcuni racconti narrano di una casa di riposo e sembra vi fosse anche un orfanotrofio.

Poveglia, indicazione reparto psichiatria – Fonte

Se però ospitasse davvero una casa di riposo o invece un vero e proprio manicomio non è dato saperlo, giacché l’esistenza stessa di quell’edificio è ad oggi negata. Vero è che esiste ancora una targa recante la dicitura “Reparto Psichiatria“, ormai semi nascosta da rovine e vegetazione.

Le strutture funzionarono fino al secondo dopoguerra dopodiché, nel 1968, l’isola venne abbandonata e poi consegnata al demanio.

Attualmente l’isola, messa all’asta e aggiudicata nel 2014 da Mr 513 (così chiamato per l’offerta fatta di 513 mila Euro), è di proprietà dell’ex Presidente di Confindustria Venezia, Assolavoro e Umana Holding, Luigi Brugnaro.

Nel corso degli anni ci sono state delle persone che hanno visitato questi luoghi ormai spettrali e hanno riferito di aver visto delle anime che erravano tra i corridoi della struttura e di aver sentito strane voci e inquietanti lamenti, anche di bambini.

Poveglia: eventi funesti accaduti sull’isola

Le storie che circolano su questa isola sono molte e sono intrise di un alone di mistero e di orrore. In questo luogo numerose persone morirono a causa delle peste nera: i contagiati vennero bruciati per bloccare la trasmissione della malattia e i loro corpi sepolti in modo disordinato e in grandissime fosse comuni.

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Ma non solo i corpi degli appestati. I numeri dei deceduti su quest’isola sono tali da far sostenere che la metà del terreno che la costituisce sia ricchissimo di ossa umane nonché delle ceneri di chi vi è stato bruciato.

Stando alla leggenda, i fantasmi di queste persone ad oggi non trovano pace e vagano per questi luoghi, infestando ogni angolo e portando terrore a chiunque abbia la sventurata idea di esplorare.

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Poveglia – Fonte

Gli esperimenti del dr. Sarles

Sulle strutture dell’Isola, in particolare sul manicomio e sull’orfanotrofio, circolano voci riguardanti gli esperimenti condotti da un medico, nonché direttore di struttura, il Dr. Sarles, sperimentatore già in Svizzera della pratica della lobotomia.

I racconti riferiscono che egli praticava sugli ospiti delle strutture, compresi i bambini, operazioni terribili, utilizzando i pazienti come cavie.

Queste povere anime furono delle vere e proprie vittime innocenti delle sperimentazioni del medico, colpevoli di aver riferito di aver visto i fantasmi dei morti a causa delle epidemie passate.

Ritenute insane di mente, erano sottoposte ai vari trattamenti, anche brutali, che comprendevano la lobotomia e in seguito morivano.

Una follia, in nome della scienza, che terminò solo con il suicidio del medico. L’uomo infatti si buttò dalla sommità del campanile della piccola chiesa isolana.

Ed in effetti sull’Isola ci sono ancora delle strane apparecchiature, ormai sono piene di ruggine e polvere. Il tutto è immerso in un senso generale di inquietudine e mistero, tipico dei luoghi diroccati.

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Campanile di Poveglia – Credits

Il suicidio del medico sperimentatore di Poveglia

Sul suicidio del medico/direttore dell’ospedale psichiatrico, definito sadico da alcuni, circola anche un’altra voce. Si gettò dalla torre dell’orologio/campanile, impazzito lui stesso per i tormenti che gli spiriti dei pazienti gli infliggevano.

Un’infermiera assistette all’evento. Raccontò che l’uomo non morì una volta arrivato al suolo ma soffocato da una nebbia strana che si era creata dal terreno e che si era propagata fino a penetrare all’interno del suo corpo dalle narici, lasciandolo privo di sensi ed infine uccidendolo.

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A confermare la funzione dell’isola esiste un fatto, riportato anche nelle interviste condotte agli abitanti limitrofi: nel 1922 costruirono una casa di riposo per anziani convalescenti.

Probabilmente la destinazione d’uso che se ne fece dall’anno di costruzione al 1946 fu un altro. Molti elementi, infatti, fanno pensare che fosse una struttura per internare i malati psichici. Non era, quindi, sorta per accogliere le persone anziane ma era un vero e proprio manicomio.

Le varie leggende parlano comunque di una struttura (orfanotrofio, ospedale psichiatrico, casa di riposo). Molto probabilmente è sempre la stessa ma su di essa ruotano storie diverse, avvicendate nel corso del tempo.

Poveglia: l’isola infestata dai fantasmi, una invenzione?

I veneziani negano tutte le storie che si raccontano su Poveglia, affermando che in realtà siano frutto dell’immaginazione di sceneggiatori che sono arrivati sull’isola per realizzare un prodotto audiovisivo.

Una produzione americana del Fox Family Channel, nel 2001, approdò sull’isola per girare la trasmissione dal titolo Scariest Places on Earth , ossia I luoghi più spaventosi della terra. L’ospite della trasmissione era l’attrice Linda Blair (protagonista femminile del film L’Esorcista).

Ne vennero fuori 2 puntate e per suscitare un maggior impatto sul pubblico a casa, si inventarono delle storie relative ai fantasmi, riconducibili ai morti di peste.

Successivamente nel 2009, approdò a Poveglia una trasmissione americana: Ghost Adventure (Cacciatori di Fantasmi in Italia, su Sky), e ancora prima, sempre nel 2009, il documentario inglese Death in Venice (Morte a Venezia), con Yvette Felding e Paul O’Grady.

Da questo momento cominciarono a circolare storie e leggende sulle presenze scoperte a Poveglia. Fino ad allora non esisteva alcuna storia in merito, ma dopo le produzioni sopra citate queste notizie diventarono virali e tutto ebbe inizio dai siti in lingua inglese.

Senza contare il turismo alla ricerca del paranormale che tutte queste storie partorirono.

Un esempio, la vicenda dei 5 ragazzi del Colorado (Tg Venezia del 18 luglio 2016), che in piena notte, dopo essere approdati sull’Isola con tanto di sofisticata attrezzatura da cacciatore di fantasmi, fuggirono abbandonandola lì, gridando: “Ghosts, ghosts!”.

Tuttavia nel 2017 (gennaio) un gruppo appartenente all’EPAS (European Paranormal Activity Society) ha voluto trascorrere una nottata a Poveglia (video). Hanno effettivamente riscontrato presenze, udendo ad esempio il lamento di una bambina, ma non hanno riscontrato nulla di malefico.

Dunque i fantasmi sull’Isola ci sono ma ben lontani dall’essere cattivi.

Fonti: ArcheoVenezia

Img da risorse gratuite (copertina 1 e 2) – Testo by IlPumoGiallo©

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Sono nata nel '77, Avvocato e scrittrice. Appassionata di arte e musica, di letteratura e retorica, di storia e di filosofia, faccio della creatività lo svago dalle mie passioni. Amante delle parole in ogni loro forma, scritta e non scritta, mi piace scrivere perché, citando Cesare Pavese, riunisce le due gioie: parlare da solo e parlare ad una folla (Cesare Pavese, 4 maggio 1946).

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