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La casa maledetta di Doberdò del Lago

- Novembre 7, 2023
la casa maledetta di Doberdò del Lago

La casa maledetta di Doberdò del Lago si trova in Friuli Venezia Giulia. Doberdò del Lago è un paese di 1.400 abitanti sull’altopiano del Carso, fra Gorizia e Monfalcone. Il nome di questa cittadina significa alla bella quercia: Doberdò deriva dal termine dob che indica, appunto, l’albero della quercia. In questo borgo, dopo la prima guerra mondiale che aveva devastato molte delle case della zona, non si sono verificati eventi significativi.

In questo paese apparentemente tranquillo, esiste però una casa dal sinistro passato. Questa abitazione è nota come la casa della morte ed è una palazzina dalla quale è meglio tenersi alla larga, poiché chi in passato non lo ha fatto, ha pagato un prezzo terribile.

La casa maledetta di Doberdò del Lago: un susseguirsi di morti

Numerosi eventi di cronaca nera si sono verificati all’interno delle mura di questa casa, tanto da guadagnare la sua infausta reputazione di casa maledetta. Questi avvenimenti includono morti per malattia, incidenti, omicidi (o tentativi) e suicidi, alcuni dei quali sono avvenuti nel 2009 e nel 2012.

Questa piccola cittadina, quindi, è diventata famosa a causa di questo enigma che terrorizza i suoi abitanti. L’abitazione in questione, una palazzina a due piani situata accanto alla chiesa, al civico 9 di piazza San Martino, a Doberdò del Lago, ha conosciuto un destino straordinariamente sinistro. Tutti nella zona vivono nell’angoscia, e la ragione è chiara: qualsiasi individuo che entri in contatto con questa casa, in qualsiasi forma, sembra essere destinato a incontrare un tragico destino.

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La maledizione di questa casa sembra avere radici lontane, risalendo addirittura al 1959, anno in cui due gemelli persero la vita. Gli anziani ricordano questo evento come una maledizione avvenuta in questa casa. I due neonati erano figli del proprietario. Sebbene la loro morte sia stata causata da una comune polmonite quando la mamma tornò a casa dall’ospedale, questa vicenda diventò la punta dell’iceberg delle inquietanti vicende che coinvolsero questa dimora.

Ciò che rende questi fatti ancora più strani è che la cronaca locale, normalmente non così ricca di avvenimenti drammatici date le dimensioni del paese, è stata costantemente segnata da decessi di persone che risiedevano in questa palazzina nell’arco di un periodo molto lungo. Questi decessi sembrano cadere ben al di fuori delle normali statistiche. Vediamoli nel dettaglio.

la casa maledetta di Doberdò del Lago
Lago di Doberdò – Credits image

I fatti di cronaca

L’anno 1959, come abbiamo scritto poc’anzi, è il periodo in cui queste disgrazie hanno iniziato ad abbattersi sulla casa maledetta di Doberdò del Lago. Il 4 luglio di quell’anno l’infermiera Annamaria Ferletic di 51 anni ha accoltellato il figlio Cristian. Credeva di averlo ucciso e, in seguito, si è tolta la vita tagliandosi l’arteria femorale.

Tredici giorni dopo, Kevin Ponzetta, un ragazzo di 17 anni, stava guidando la sua moto lungo la provinciale 15 in compagnia dell’amico Michele Visintin. Questa strada attraversa luoghi incantevoli, tra cui il lago carsico senza affluenti alimentato da sorgenti sotterranee, boschi e vigne. D’improvviso è avvenuto lo schianto e Kevin, padre di un bimbo di un anno, muore. Passano altri quattro giorni e lo zio di Michele si toglie la vita, impiccandosi.

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Nell’arco di diciassette giorni ci furono tre morti e un tentato omicidio: un bilancio eccessivo per una località solitamente pacifica e sonnolenta come Doberdò. Questi eventi sono particolarmente inquietanti, poiché tutti sono in qualche modo collegati alla stessa casa. La Ferletic e i Ponzetta erano dirimpettai. Al piano terra, invece, abitava la famiglia Visintin. Sono tutte coincidenze, ma tutte queste disgrazie fanno capo a quella che qualcuno aveva iniziato a chiamare la casa degli orrori.

La casa maledetta di Doberdò del lago e il film The Haunting in Connecticut: le similarità

Il 21 agosto del 2009 uscì in Italia il film americano Il messaggero – The haunting in Connecticut, con la protagonista Virginia Madsen (candidata all’Oscar nel 2005 per “Sideways”). Il personaggio di Virginia Madsen, nel film, si troverà a fronteggiare una situazione simile a quella di Doberdò. La storia del film tratta di accadimenti reali, o almeno così afferma il grande cartello iniziale del film. La storia ruota attorno alla famiglia Snedeker, che negli anni ’80 si è trovata a vivere in una casa abitata da oscure presenze. Peter Cornwell si impegna a rievocare questa storia, cercando di mescolare elementi drammatici con quelli dell’orrore e del soprannaturale, esplorando così il territorio ben noto delle storie di case infestate, un tema intramontabile.

Gli abitanti di Doberdò del Lago e le ricerche sulla casa maledetta

Gli accadimenti che, purtroppo, si sono verificanti nel corso del tempo in questa cittadina del Friuli Venezia Giulia non si possono ricondurre alla trama di un film dell’orrore. Questi eventi sono tutti fatti di cronaca, realmente riportati sui giornali. I cittadini di Doberdò non hanno avuto pace da quel lontano 1959, l’anno della morte dei gemellini. Molti residenti, soprattutto quelli anziani, hanno cercato costantemente di dare una spiegazione a tutti questi avvenimenti.

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Molti hanno condotto ricerche per capire se nella storia di quella casa e del paese stesso ci siano eventi strani che possano spiegare il tutto. Guardando quella casa, non sembra affatto che possa essere carica di così tanta energia negativa. Eppure, sembra proprio che ne sia pervasa. La casa è così anonima che non attirerebbe l’attenzione di nessuno, ma la sua storia è purtroppo intrisa di tragedia. I residenti non si arrendono e continuano a cercare risposte all’interno degli archivi storici della cittadina. L’obiettivo principale è sempre stato quello di trovare più informazioni possibile su quella casa al numero 9 di piazza San Martino.

Gli abitanti del paese non vedono l’ora che questi brutti accadimenti si cancellino dalla memoria collettiva e che, finalmente, questo borgo possa tornare a vivere con serenità e tranquillità.

Img da risorse gratuite – Testo by IlPumoGiallo©

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Sono laureata in Teorie e Tecniche del linguaggio audiovisivo (DAMS quadriennale) presso l'Università degli Studi di Torino. Ho conseguito due qualifiche professionali: una come Tecnico multimediale, con indirizzo comunicazione televisiva e una come Tecnico di produzione di contenuti multimediali e comunicazione per il Web 2.0. Lavoro per privati, professionisti e tribunali in qualità di trascrittrice file audio/video; sottotitolatrice audiovisiva; grafica; copywriter; ghostwriter; editor e correttore di bozze.

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