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La giornata internazionale della felicità e il Bhutan

- Marzo 20, 2023

La Giornata Internazionale della Felicità, ispirata dal modo di vivere del Bhutan, è stata istituita il 20 marzo 2012 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e ricorre da allora ogni anno.

Lo scopo di questa giornata è di promuovere la felicità come obiettivo universale. Ma anche riconoscere che la felicità e il benessere sono entrambi obiettivi fondamentali e sociali che le politiche pubbliche sono invitate a perseguire.

In quest’ottica, la felicità non deve essere solo un obiettivo personale da raggiungere ma anche sociale. Per questo motivo la gente va incoraggiata a considerare la felicità altrui oltre la propria nella vita quotidiana.

L’ispirazione concettuale, come si accennava all’inizio, viene dal Bhutan, un piccolo paese circondato dalla catena dell’Himalaya, situato sul suo versante meridionale tra l’India e la Cina.

La giornata internazionale della felicità e il Bhutan
Thimphu, la capitale del regno di Bhutan – fonte

Il Buthan e il suo FIL, ispirazione della giornata internazionale della felicità

L’acronimo FIL indica l’indice di Felicità Interna Lorda. E lo misurano proprio come si misurerebbe il PIL. Nonostante, infatti, il Bhutan sia uno dei paesi più poveri dell’Asia, è considerato uno dei paesi più felici del mondo!

L’Indice di Felicità Interna Lorda è introdotto per la prima volta negli anni ’70 dal re Jigme Singye Wangchuck, poi formalmente codificato solo negli anni ’90.

Il Regno himalayano inizia a misurarlo nel 2005. Pubblica il primo rapporto nel 2008 quando, nella sua Costituzione, lo rende obbligatorio per il Governo, imponendogli come obiettivo ufficiale da perseguire la felicità dei cittadini.

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La filosofia del Bhutan

La filosofia di questo modus vivendi, che ispira la Giornata internazionale della Felicità, in Bhutan si fonda su una principale convinzione. Quella che la felicità non si misuri solo con il denaro e il benessere materiale (misurati dal PIL) ma sia una combinazione di fattori culturali, ambientali e anche spirituali.

E’ sul FIL che quindi si misura il progresso del paese, ritenendolo di valore maggiore rispetto al PIL.

Non solo benessere economico ma è considerata di primaria importanza la qualità delle relazioni sociali e del tempo libero. Della cultura e dell’istruzione, dell’ambiente e della sicurezza. E ultima ma non di minore rilevanza la salute mentale.

In quest’ottica, il paese promuove la felicità stessa come obiettivo universale. E perché, insieme al benessere, siano obiettivi fondamentali che le politiche pubbliche devono perseguire, in qualità di obiettivo sociale.

La giornata internazionale della felicità e il Bhutan
Studenti in Bhutan – fonte

Le politiche pubbliche messe in atto in Bhutan

Per facilitare queste ultime le ha implementate, introducendo un sistema di istruzione di alta qualità e un sistema sanitario pubblico completamente gratuiti. Ma non solo.

Ritenendo l’equilibrio tra l’uomo e la natura essenziale per la felicità e il benessere delle persone, ha messo in atto politiche per la conservazione dell’ambiente naturale.

E poiché è certo che preservare l’identità culturale sia essenziale per la felicità e il benessere di ognuno, ha promosso la conservazione della propria cultura e delle proprie tradizioni.

Il FIL a livello internazionale prima della Giornata internazionale della Felicità

Il FIL, è stato visto positivamente anche a livello internazionale. Ritenuto un modo innovativo e alternativo di misurare il progresso di un paese, ha ispirato la creazione di altre iniziative simili in diversi paesi del mondo.

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Eccone alcuni.

Nel 2016 gli Emirati Arabi Uniti, allo scopo di promuovere la felicità e il benessere dei propri cittadini e migliorare la qualità della vita nel paese, hanno introdotto il Ministero della Felicità.

Nel 2018 (il 17 gennaio) il Regno Unito ha introdotto il suo primo Ministero per la Solitudine, sostituendo la Commissione per la Solitudine. L’obiettivo: combattere l’isolamento degli individui e promuovere la coesione sociale.

Sempre nel 2018 la Scozia ha introdotto il benessere come Indicatore Nazionale di Progresso (NPF ovvero National Performance Framework). Tiene conto di una serie di fattori, non economici, che influiscono sulla felicità e il benessere dei cittadini. Ad esempio la salute mentale, la qualità dell’ambiente e la coesione sociale, alimentando più inclusione e meno disuguaglianze.

Nel 2019, la Nuova Zelanda ha presentato il suo primo budget del benessere, il Wellbeing Budget. E’ riservato al benessere e alla qualità di vita delle persone e della Nazione tutta, nonché del pianeta, oltre che dell’economia.

E in Italia?

In Italia si è solo visto, negli ultimi anni, un interesse crescente verso il benessere e la felicità dei cittadini ma senza iniziative come le precedenti citate.

Tracce di questo interesse le possiamo riscontrare nel 2015, quando è stato istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri il “Dipartimento della Felicità”. Anche in questo caso l’obiettivo era promuovere il benessere e la felicità dei cittadini con politiche pubbliche e iniziative.

Nel 2018 però il Dipartimento ha cambiato denominazione in “Dipartimento per le Politiche della Famiglia”, ampliando lo spettro di azione (e così disperdendolo, ndr).

Nel 2019 tuttavia compare un primo rapporto sulla felicità degli italiani in cui, basandosi sul contenuto riportato, emerge la misura dell’86% di cittadini che si sentono felici nella loro vita.

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Felici ma preoccupati per l’ambiente, l’equità sociale e la salute.

Poi è arrivato il Covid. E forse quelle preoccupazioni hanno trovato motivo per non essere così infondate. Ma questo è un altro discorso. L’importante è sorridere sempre.

Con l’auspicio che non sia solo per un giorno ma per tutto l’anno come in Bhutan, Buona Giornata Internazionale della Felicità!

Img da risorse gratuite – Testo e copertina by IlPumoGiallo©

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Sono nata nel '77, Avvocato e scrittrice. Appassionata di arte e musica, di letteratura e retorica, di storia e di filosofia, faccio della creatività lo svago dalle mie passioni. Amante delle parole in ogni loro forma, scritta e non scritta, mi piace scrivere perché, citando Cesare Pavese, riunisce le due gioie: parlare da solo e parlare ad una folla (Cesare Pavese, 4 maggio 1946).

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