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La leggenda della Dama Bianca, lo spirito incastonato nella roccia

- Gennaio 23, 2024
la leggenda della dama bianca

In Friuli Venezia Giulia, nel comune di Duino Arusina, situato in provincia di Trieste, si erge un antico castello legato a un misterioso racconto: questo è il luogo in cui è ambientata la leggenda della Dama Bianca.

Le radici del Castello di Duino, dimora dei principi Della Torre e Tasso a partire dal 1660, affondano nell’epoca romana. Questa maestosa struttura fu eretta nel XIV° secolo e sorge sulle rovine di un avamposto militare romano.

Il Castello Vecchio: considerazioni di natura storica

Prima di raccontare le vicende che si celano dietro la leggenda della Dama Bianca è opportuno riportare alcune informazioni di carattere storico sul Castello Vecchio, luogo in cui si ambienta questo mito.

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Castello vecchio di Duino (Needpix)

I resti del Castello Vecchio, i quali si erigono sugli scogli a livello del mare, trovano le prime citazioni storiche nell’opera di Plinio il Vecchio. Egli fa riferimento alla costruzione originaria, denominata Castellum Pucinum. Questo castello fu eretto sull’aspro promontorio tra Monfalcone e Trieste, su un luogo che, secondo la tradizione, ospitava un antico sito di culto dedicato al Dio Sole, di origine druidica.

Il primo nucleo fortificato che diede forma e vita al borgo, sorse nel XI° secolo. Una delle testimonianze più antiche sulla rocca di Duino è riscontrabile in un documento datato 1139, periodo in cui ebbe inizio il dominio dei Tybein de Dewino (o Tybeiner), vassalli dei patriarchi di Aquileia.

La località, in quel tempo, era conosciuta come Tybein. Il feudo era ben protetto dagli attacchi grazie alla sua alta cinta merlata e alla posizione panoramica, che consentiva un efficace controllo sull’approccio di navi nemiche.

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L’accesso alla rocca era possibile attraverso un singolo sentiero impervio e fortemente fortificato, che si snodava lungo il muro di cinta. La torre era composta da vari piani. Dalle scoperte archeologiche, come un leggìo incastonato nella parete vicino a una finestra ogivale e dagli affreschi ancora visibili nel piano inferiore, si presume che quest’ultimo fosse utilizzato come cappella. I piani superiori, invece, sarebbero stati utilizzati per lungo tempo come prigione. Un ponte levatoio occupava la posizione attuale dell’ingresso alla rocca.

La leggenda della Dama Bianca e il Castello Vecchio di Duino

La leggenda della Dama Bianca è richiamata da una grande pietra bianca situata sotto le mura, ben visibile, che rievoca una figura di donna protetta da un mantello. La storia che la riguarda racconta di coloro che abitavano anticamente il Castello di Duino, ovvero un malvagio cavaliere e la sua sposa, una donna nobile di cuore e di sentimenti.

Nel Medioevo non vigeva molto l’amore cortese e spesso le spose erano considerate proprietà dei loro mariti. Quando il marito era il signore del castello, costantemente impegnato a difendere i suoi possedimenti in battaglia, l’amore cortese poteva passare in secondo piano.

Esterina da Portole: la sua triste storia

La sfortunata dama si chiamava Esterina da Portole, visse una vita travagliata e fece una triste fine. Ella cadde vittima della gelosia del proprio consorte. Il signore del castello nonché suo marito, era un uomo violento e sanguinario, paranoico e alcolizzato. Sempre in conflitto con i predoni che saccheggiavano i villaggi del suo regno e terrorizzato all’idea che qualcuno potesse sedurre la sua bellissima sposa. Nonostante la dama fosse devota e fedele a un uomo così brutale, l’ombra del sospetto non cessava di aleggiare su di lei.

Secondo la leggenda, infatti, il castellano era un uomo dispotico e crudele. Egli insultava la donna ogni volta che faceva ritorno al castello, nonostante la sua totale dedizione. L’uomo dava credito alle voci malevole che insinuavano l’infedeltà della moglie. Quando egli partiva per le sue battaglie, infatti, tutti i nobili della città cercavano in ogni modo di conquistare la bellissima moglie, alimentando le dicerie nel paese e i sospetti nel marito. Erano solo malelingue. La dama, infatti era fedele al suo amore e sopportava gli insulti e le accuse del marito, il quale invece la colpevolizzava per sua presunta infedeltà. La donna resisteva, in silenzio, non solo alle ingiurie del marito, ma anche agli insulti sprezzanti del popolo.

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Nonostante queste voci maligne, la consorte rimaneva fedele al suo matrimonio. La gelosia del suo ottuso marito, purtroppo, non accennava a diminuire. Neppure la nascita di un figlio riuscì a placare la gelosia del cavaliere, sempre più convinto della mancanza di sincerità della sua sposa.

La roccia con sembianze di donna velata

Il triste epilogo

La leggenda racconta che in una notte in cui il castellano era particolarmente ubriaco e infuriato, trascinò con l’inganno la sua consorte su una roccia e, da lì, la spinse in mare. La sorpresa e il terrore della donna furono così intensi che emise un urlo straziante. Si dice che il cielo abbia raccolto l’inespressa richiesta d’aiuto della donna, impedendole di annegare.

La Dama Bianca, tuttavia, venne trasformata in roccia bianca, una forma che conserva ancora oggi. È possibile vederla appena sotto i ruderi del castello. Una prigionia che sarebbe spezzata solo nelle ore notturne, quando il suo spirito si libererebbe di nuovo. Si racconta che intorno a mezzanotte sia possibile assistere al ritorno della Dama Bianca alla sua forma umana e al suo peregrinare tra le antiche stanze del castello, alla ricerca della culla di suo figlio. Arrivata alla stanza dove dormiva il suo bambino, vi rimane fino all’arrivo dell’alba: in questo tempo veglia la sua creatura. Poi, al sorgere del sole, ritorna alla sua posizione nella roccia, dove il suo dolore la trasforma nuovamente in pietra.

La narrazione della leggenda della Dama Bianca nel tempo

La leggenda della Dama Bianca, come spesso accade con le leggende, con il passare del tempo pare abbia sviluppato una sua narrazione autonoma.

Esistono numerose testimonianze di persone che, di notte, fissando le finestre del castello, affermano di aver visto la fioca luce di un candelabro, nonostante non ci sia nessuno all’interno. Allo stesso modo, durante la notte, alcune persone dicono di aver assistito a una straordinaria trasformazione: una roccia si tramuta in una bellissima donna vestita di bianco, solo per tornare alla sua forma pietrosa con le prime luci dell’alba. Ci sono anche coloro che sostengono di aver udito il pianto della Dama Bianca!

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Ancora oggi, guardando giù oltre lo strapiombo verso il mare e oltre lo scoglio velato, chiaramente visibile sotto il vecchio castello in rovina, è possibile osservare alcune coppie di candidi cigni reali. Questi maestosi uccelli, mentre si librano leggeri ed eleganti sull’acqua, potrebbero rappresentare un tenero omaggio alla sfortunata e candida Dama.

Il castello di Duino e i personaggi celebri

Questa fortezza affacciata sul mare, negli anni, ha ospitato una serie di illustri personaggi. Si narra che tra di essi ci sarebbe stato anche Dante Alighieri. Durante il suo esilio avrebbe scritto in questo luogo alcune parti della Divina Commedia. La storia di Paolo e Francesca, descritta nel suo celebre poema allegorico didascalico, sarebbe tra questi scritti. Per questo motivo una piccola formazione rocciosa appena distante dalla costa avrebbe preso il nome di Scoglio di Dante.

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Lo scoglio di Dante (fonte), in basso

A questo evento leggendario fu dedicato, verso la metà dell’Ottocento, un poemetto celebrativo. L’autrice di questa opera fu la principessa Teresa Thurn-Hohenlohe. Altri personaggi celebri che soggiornarono nel castello di Duino furono: l’Arciduca Francesco Ferdinando d’Austria; Elisabetta d’Austria, nota come Sissi; Franz Lisz; Johann Strauss; i Conti di Chambord; Hugo von Hofmannsthal; il celebre poeta boemo Rainer Maria Rilke e Paul Valery ed anche Gabriele d’Annunzio.

Img da risorse gratuite (copertina) – Testo by IlPumoGiallo©

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Sono laureata in Teorie e Tecniche del linguaggio audiovisivo (DAMS quadriennale) presso l'Università degli Studi di Torino. Ho conseguito due qualifiche professionali: una come Tecnico multimediale, con indirizzo comunicazione televisiva e una come Tecnico di produzione di contenuti multimediali e comunicazione per il Web 2.0. Lavoro per privati, professionisti e tribunali in qualità di trascrittrice file audio/video; sottotitolatrice audiovisiva; grafica; copywriter; ghostwriter; editor e correttore di bozze.