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La leggenda della Torre bell’Alda della Sacra di San Michele

- Novembre 19, 2023
La leggenda della Torre Bell'Alda

Sul monte Pirchiriano, nella bassa Val di Susa in Piemonte, si erge il complesso religioso della Sacra di San Michele, che custodisce la leggenda della Torre Bell’Alda. L’abbazia, secondo un’antica leggenda, fu costruita dagli angeli e dedicata a San Michele.

La Sacra di San Michele è ancora oggi un monastero Rosminiano; in passato, invece, è stato un monastero Benedettino. Questa monumentale abbazia è stata una delle ispirazioni per il libro Il nome della rosa, di Umberto Eco.

Tra queste rovine aleggiano molte la leggende, tra cui la leggenda della Torre bell’Alda, che ci tramanda un importante insegnamento.

Fonte – per altre suggestive immagini: Revolweb

La Sacra di San Michele: tra storia e leggende

Vediamo come nacque la Sacra di San Michele e di come le leggende ad essa collegate si sono fatte strada fino a noi, compresa la leggenda delle Torre bell’Alda.

Secondo alcuni storici, in epoca romana il luogo ospitava una roccaforte militare che controllava la strada principale che collegava l’Italia alla Gallia. I Longobardi, dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, costruirono qui una fortezza per proteggersi dalle invasioni dei Franchi.

Esistono pochi dettagli sui primi anni dell’abbazia. Il resoconto più antico proviene da un monaco di nome Guglielmo. Quest’ultimo visse alla fine del XI° secolo e scrisse il Chronicon Coenobii Sancti Michaelis de Clusa. Egli colloca la fondazione dell’abbazia nel 966. In un altro passo del suo scritto, però, si legge che la costruzione del complesso religioso ebbe inizio sotto il pontificato di Silvestro II (999-1003). Ciò che è certo è che la costruzione della cripta risale alla fine del X° secolo e presenta elementi di chiara influenza bizantina negli archi, nelle colonne e nelle nicchie.

La tradizione vuole che questa struttura sia stata eretta dall’eremita San Giovanni Vincenzo, su ispirazione dell’Arcangelo Michele, al quale era particolarmente devoto. I materiali usati per la costruzione dell’abbazia, secondo i racconti tramandatici, furono raccolti dall’eremita e trasportati miracolosamente sulla cima del monte. Il culto di San Michele, l’Arcangelo che combatté contro Lucifero, spesso ha le sue chiese in luoghi impervi e difficili da raggiungere, come il Mont Saint-Michel in Francia e il Monte Sant’Angelo in Puglia.

la leggenda della Torre bell'Alda
Raffigurazione presente nel luogo

Le modifiche accorse nel tempo al monastero

Negli anni successivi aggiunsero un piccolo edificio che servì per ospitare una piccola comunità di monaci e alcuni pellegrini. L’abbazia si sviluppò grazie l’operato benedettino. I frati costruirono inoltre una struttura separata, che includeva una foresteria per i pellegrini lungo la famosa Via Francigena. Tra il 1015 e il 1035 venne anche eretta una chiesa-monastero, probabilmente sulle fondamenta dell’antico castrum romano.

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L’abate Ermengardo (1099-1131) supervisionò la costruzione di un ampio basamento alto 26 metri, che si estendeva dalle pendici del colle fino alla sua sommità. Su questo basamento fu aggiunta una nuova chiesa, quella che esiste ancora oggi, insieme alle relative strutture circostanti.

Il monastero conobbe un periodo di declino e fu, infine, soppresso nel 1622 da papa Gregorio XV°. Rimase in uno stato di abbandono fino al 1835, quando il re Carlo Alberto e il Papa chiesero ad Antonio Rosmini di intervenire per il suo restauro e ripopolamento.

la leggenda della Torre bell'Alda
Scalone dei Morti – Credits

La chiesa sorge sulla cima di una base rocciosa e domina l’intera valle di Susa. La facciata della chiesa è preceduta da una scalinata conosciuta come lo Scalone dei Morti, fiancheggiata da archi, nicchie e tombe, in cui fino a tempi recenti erano visibili i resti scheletrici dei monaci defunti.

La porta dello Zodiaco alla fine dello Scalone dei Morti – Credits

Si erge, in cima alla scalinata composta da 243 gradini, la maestosa Porta dello Zodiaco, un capolavoro della scultura del XII° secolo. Il cosiddetto “Sepolcro dei Monaci” è probabilmente ciò che resta di una cappella che riproduce, nella sua pianta ottagonale, il Santo Sepolcro di Gerusalemme.

L’accesso alla chiesa avviene attraverso un portale romanico in pietra grigia e verde, costruito all’inizio del XI° secolo. La chiesa si sviluppa su tre navate e presenta elementi architettonici sia gotici sia romanici.

La Torre della Bell’Alda: maestosa e bella

Il complesso comprende anche le rovine del monastero costruito tra i secoli XII° e XV°. Questo, che in origine aveva cinque piani, termina con la suggestiva Torre della Bell’Alda, che spicca per la sua struttura e bellezza.

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La torre, situata sulla cima del monte Pirchiriano, risale al XII° secolo e faceva originariamente parte dell’edificio che poi cadde in rovina a causa del declino. La Torre è alta circa una ventina di metri e si affaccia direttamente su un ripido precipizio tra l’abbazia e la vallata sottostante. È stata costruita come parte integrante del nuovo monastero, il quale, purtroppo, venne distrutto dai terremoti che si susseguirono a partire dal XVI° secolo.

La Valle di Susa, in quei tempi, era spesso invasa da mercenari e conquistatori che commettevano razzie e atti di violenza. Era un periodo di estrema incertezza e conflitti politici, causato inizialmente dalle incursioni del Barbarossa e, in seguito, dei Lanzichenecchi. Non è possibile stabilire con precisione l’epoca in cui si svolse questa leggenda, ma è certo che la Sacra di San Michele, a causa di queste tensioni e degli eventi terrificanti, divenne una fortezza utilizzata dai valligiani come rifugio durante le incursioni e gli attacchi nemici.

la leggenda della Torre bell'Alda
La Torre da cui la bella Alda si gettò – Credits

La leggenda della Torre della Bell’Alda

Durante uno di questi attacchi, una giovane e bellissima fanciulla di nome Alda, rifugiatasi al Monastero per pregare, fu inseguita da un gruppo di soldati. Per rimanere pura, preferì la morte piuttosto che subire una violenza e si gettò dalla torre.

Pregando la Madonna e l’Arcangelo Michele affinché la proteggessero, la bella Alda si lanciò impavida dalla torre. Mentre cadeva nel vuoto, due angeli la salvarono miracolosamente, facendola giungere delicatamente a terra sana e salva.

Questo fatto riempì di orgoglio la giovane fanciulla, la quale, non senza superbia, lo raccontò a tutti come un miracolo. Nessuno però le credette, a causa dell’eccezionalità del racconto. Arrabbiata, per dimostrare la veridicità del suo racconto, un giorno la giovane si arrampicò nuovamente sulla torre del monastero e si gettò di sotto. Ma questa volta nessun angelo venne in suo soccorso. La bell’Alda così, morì a causa della sua superbia.

La leggenda racconta che tutto ciò che rimase della Bell’Alda fu un piccolo frammento di orecchio: L toc pi gross rimast a l’era l’ouria, ossia il pezzo più grande rimasto era l’orecchio.

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Sulla pietra su cui la leggenda narra che la fanciulla si schiantò, ancora oggi è presente una croce in sua eterna memoria.

Questo evento è narrato anche in una canzone popolare e una strofa di questa canzone recita:

La Bell’Alda insuperbita

qui dal balzo si gettò,

sfracellata nella valle

la Bell’Alda se ne andò.

La leggenda e riscontri letterari

la leggenda della Torre bell'Alda

La leggenda della Torre Bell’Alda ha anche numerosi riscontri letterari. Tra gli autori che hanno scritto sulla leggenda della Bell’Alda ci sono il politico Cesare Balbo, nel 1829, e Massimo D’Azeglio, nel 1867. Lo scrittore Edoardo Calandra, fratello dello scultore Davide, dedicò un libro a questo racconto nel 1884, intitolato La Bell’Alda. Una leggenda medievale.

Ogni versione della leggenda della Torre bell’Alda presenta dettagli e sfumature differenti. Per alcuni, Alda era una contadina che lavorava le terre del monastero; per altri, invece, era una pastorella. Alcuni la descrivono come oggetto di attenzioni indesiderate da parte di soldati francesi. Altri come oggetto di corteggiamento respinto, inseguita dai mercenari al soldo di un ricco proprietario locale non corrisposto, che si era innamorato di lei.

Tutte le versioni concordano tuttavia sul tragico epilogo della storia e sulla morte della giovane che si è schiantata sulle rocce sottostanti. Il triste epilogo avvenne dopo un volo di oltre 600 metri, data la differenza di altitudine tra i 962 metri della Sacra e i 356 metri della pianura su cui svetta l’abbazia, su di una parete di roccia quasi verticale. E non manca chi afferma che il suo fantasma ancora si aggiri nei pressi della Torre palcoscenico della propria morte.

Questa leggenda, oltre a narrare una storia tragica, ci ricorda come, sia ieri sia oggi, l’esser vittima di vanità e superbia non sia mai una scelta saggia.

Img da risorse gratuite (Credits copertina) – Testo by IlPumoGiallo©

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Sono laureata in Teorie e Tecniche del linguaggio audiovisivo (DAMS quadriennale) presso l'Università degli Studi di Torino. Ho conseguito due qualifiche professionali: una come Tecnico multimediale, con indirizzo comunicazione televisiva e una come Tecnico di produzione di contenuti multimediali e comunicazione per il Web 2.0. Lavoro per privati, professionisti e tribunali in qualità di trascrittrice file audio/video; sottotitolatrice audiovisiva; grafica; copywriter; ghostwriter; editor e correttore di bozze.