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Lo Scarabeo come simbolo sacro e portafortuna

- Maggio 3, 2023

Fin dai tempi antichi lo scarabeo è stato un animale che ha avuto un profondo significato simbolico, considerato non solo un simbolo sacro ma anche portafortuna.

Il culto di questo animale nasce nell’antico Egitto, dove era considerato sacro per molteplici ragioni che vedremo nel corso di questo articolo.

Per millenni la cultura dell’antico Egitto è stata la più affascinante e particolare tra quelle arrivate fino ai giorni nostri. Ci ha infatti tramandato simboli e usanze che, ovviamente, sono state adattate ai tempi moderni e vivono nella nostra cultura popolare.

Il patrimonio iconografico che gli egizi hanno lasciato è immenso, basti pensare alle piramidi, al culto dei faraoni e quello dello scarabeo.

Quest’ultimo era una creatura animale dalle qualità e dall’aspetto particolari. Non solo era venerata ma ha avuto un impatto enorme nella storia religiosa culturale degli egiziani, diventandone un vero e proprio simbolo.

La civiltà egizia non fu la sola a considerare importante lo scarabeo. Sono stati, infatti, ritrovati degli oggetti e delle scritture appartenenti ai primi cristiani che indicavano l’importanza di questo insetto anche per i Greci, gli Etruschi, i Fenici e i Cartaginesi.

Lo Scarabeo come simbolo sacro e portafortuna
Scarabeo, simbolo sacro e portafortuna, Tempio di Edfu, in Egitto – Fonte

Caratteristiche dello Scarabeo, simbolo sacro e portafortuna

Gli scarabei possiedono delle peculiarità singolari. Camminano durante la notte in linea retta e il loro orientamento avviene seguendo la luce  emessa dalla Via Lattea. Se durante il loro tragitto incontrano un ostacolo, lo scavalcano, o l’oltrepassano, senza modificare la direzione intrapresa in precedenza. Un’altra particolarità di questo insetto è quella di essere l’unico animale che per spostarsi segue le stelle.

Ciò che in particolare attirò l’attenzione degli egizi, fu il movimento rotatorio che questo piccolo insetto operava con i propri escrementi. Questo movimento venne associato al Sole che ogni mattina sorge: in alcune rappresentazioni lo scarabeo viene ritratto che spinge il Sole da una parte all’altra del cielo.

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Lo Scarabeo inoltre, depone le proprie uova all’interno di palle di escrementi, che infatti contengono tutte le sostanze necessarie per la crescita dei loro piccoli.

Questo aspetto portò il popolo egizio a pensare che l’insetto si riproducesse da solo. Per questa caratteristica lo associarono al dio Atum, il quale si credeva che mettesse al mondo i propri figli in modo autonomo.

Lo Scarabeo: cenni storici e amuleti

Tra il 3150 a.C e il 2700 a.C in Egitto si sviluppò il periodo Protodinastico, chiamato anche periodo Tinita. Ed è in questo lasso temporale che è possibile collocare il culto e la sacralità dello Scarabeo.

Questa sacralità si andò consolidando con l’utilizzo degli amuleti, ossia dal 2350 a.C, e si diffuse in maniera ancora più marcata durante il Nuovo Regno.

Gli amuleti, nel corso del tempo, divennero sempre più elaborati e fedeli all’animale sacro. Quando gli artigiani egizi iniziarono a riprodurre lo Scarabeo, i portafortuna erano dei grani appena sbozzati, molto semplici, che ricordavano la forma del modello naturale. Questa arte si perfezionò con gli anni e i pendagli, i monili (soprattutto gli anelli), i sigilli, diventarono delle copie perfette dell’insetto.

Tra 1543 e il 1292 a.C, durante la XVIIIª dinastia, il culto dello Scarabeo si diffuse anche nell’ambito funerario, prendendo il nome di scarabeo del cuore. L’amuleto a forma di Scarabeo era sistemato sul petto delle mummie e aveva lo scopo di proteggere il defunto nell’Aldilà.

Sulla parte inferiore del talismano inoltre, erano incisi dei versi, conosciuti come la formula dello Scarabeo del cuore: queste parole servivano per bloccare il cuore, impedendogli in questo modo di dire delle parole ostili nei confronti del morto in presenza di Osiride. In questo modo gli veniva garantito un passaggio sicuro nell’Ade.

Lo Scarabeo come simbolo sacro e portafortuna
Scarabeo dalla Tomba di Tutankhamon – Fonte

Lo Scarabeo: simbologia e interpretazione

Lo Scarabeo è denominato anche Kheper (o Kheperer), termine che deriva dal medesimo verbo che significa rinascita, ritorno, inizio di un nuovo ciclo, venire alla luce.

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Soprattutto gli Egizi realizzarono degli amuleti magici a forma di Scarabeo, con il fine di allontanare le negatività e attirare, al contempo, avvenimenti positivi. Si pensava inoltre che questi amuleti aiutassero la trasformazione spirituale e quella interiore.

Ci furono diverse tipologie e raffigurazioni di Kepher durante l’epoca egizia, che si susseguirono durante le numerose dinastie. Era uso incidervi il nome del sovrano o di un personaggio importante, con scopo protettivo e propiziatorio.

I materiali con cui questi gioielli erano realizzati erano svariati, il più potente era la pietra verde (il calcedonio e la steatite): pietra usata in onore del dio Osiride. In alternativa potevano essere usate le paste vitree e i lapislazzuli.

Era inoltre usato come sigillo e indicava determinate gerarchie o alti funzionari. Il simbolo dello Scarabeo sacro si utilizzava nelle commemorazioni e in ambito funerario, soprattutto durante la XVIIIª dinastia. Gli egiziani, da questo periodo, iniziarono a collocare il simbolo del coleottero tra le bende sul petto dei defunti, durante il processo di mummificazione.

Lo Scarabeo, inoltre, era considerato anche un simbolo di coraggio, lealtà e protezione: per questo motivo i soldati portavano un anello con incastonato l’amuleto.

Pendente di Tutankhamon con scarabeo alato di vetro del deserto libico ed Occhio di Horus (XVIII dinastia) – Fonte

Scarabeo: l’uso nei rituali

Lo Scarabeo sacro era usato dagli antichi sacerdoti durante i rituali per allontanare le forze del male e del caos, mentre evocavano gli dei e la loro energia sacra. Durante questi riti veniva preso il coleottero, immerso nel latte di una vacca nera e in un secondo momento bruciato.

Questo amuleto quindi, era il cuore divino che aveva un forte carica benefica e spirituale. Usato durante i funerali, come citato poc’anzi, esso conferiva al defunto un sicuro passaggio dal mondo terreno a quello dell’aldilà.

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Il significato del Kheper era, quindi, quello di incarnare un passaggio fondamentale, ossia quello verso la vita eterna, che era considerata ricca e luminosa. Gli egiziani in principio associarono lo Scarabeo alla Stella Polare, ovvero al creato; ma con passare del tempo lo associarono al Sole, ossia all’elemento essenziale per far prosperare ogni forma di vita.

Lo Scarabeo come simbolo sacro e portafortuna
Bracciale dalla Tomba di Tutankhamon – Fonte

Lo Scarabeo: motivo per cui, oltre ad essere un simbolo sacro, porta fortuna

Per gli egizi era usanza portare al collo durante la vita quotidiana un amuleto a forma di Scarabeo, come simbolo sacro e portafortuna, in quanto pensavano che questo talismano avesse il potere di proteggerli dalle forze del male e li potesse aiutare durante il passaggio nel regno dei morti.

Una volta defunta, la persona che aveva al collo questo amuleto era protetta da Apopi, ovvero una divinità maligna che aveva la forma di un serpente e rappresentava l’incarnazione del male.

Per molti popoli, inoltre, lo scarabeo rappresentava un simbolo di resurrezione, in quanto era in grado di auto procrearsi (per i motivi spiegati più su).

Il coleottero si sposta seguendo il tragitto del Sole nel cielo, oltre che delle stelle: è per questa caratteristica che lo scarabeo venne associato al Sole (oltre che per le motivazioni sopra citate).

Rappresenta inoltre un simbolo di rinascita, visto che come il Sole, che nasce e tramonta ogni giorno, anche questo insetto rinasce, seguendo le dinamiche solari.

Questo significato di cambiamento, di miglioramento e di trasformazione continua è rimasto fino ai giorni nostri: anche l’essere umano nel corso della sua vita può mutare e cambiare se stesso, operando una vera e propria rinascita.

Continua, inoltre, a rappresentare un portafortuna che protegge dal male e dalle influenze oscure, oltre a incarnare il simbolo di ricchezza e prosperità da un punto di vista economico.

Img da risorse gratuite (copertina 1, Mecynorrhina Torquata ) – Testo by Laura Danesi per IlPumoGiallo©

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Sono laureata in Teorie e Tecniche del linguaggio audiovisivo (DAMS quadriennale) presso l'Università degli Studi di Torino. Ho conseguito due qualifiche professionali: una come Tecnico multimediale, con indirizzo comunicazione televisiva e una come Tecnico di produzione di contenuti multimediali e comunicazione per il Web 2.0. Lavoro per privati, professionisti e tribunali in qualità di trascrittrice file audio/video; sottotitolatrice audiovisiva; grafica; copywriter; ghostwriter; editor e correttore di bozze.