Neuralink, tra fantascienza e realtà, la sfida di Elon Musk

- Febbraio 12, 2024
neuralink

Neuralink, un progetto ambizioso fondato da Elon Musk, cerca di abbattere le barriere tra il cervello umano e la tecnologia avanzata. L’obiettivo di Musk è creare un’interfaccia neurale che permetta una connessione diretta tra il cervello e i dispositivi elettronici, aprendo la strada a potenziali applicazioni mediche e miglioramenti cognitivi.

Utile per chi ha subito menomazioni, in seguito a interventi, incidenti o malattie, il progetto di Musk è da tenere d’occhio, perché è in costante evoluzione.

I primissimi passi di Neuralink: gli esperimenti iniziali

Neuralink ha iniziato la sua avventura con esperimenti su animali, in particolare scimmie.

neuralink
Neuralink e il gioco mind Pong,
testato nell’aprile 2021 da Pager, un macaco rhesus

L’obiettivo era comprendere come il cervello rispondeva alle interfacce neurali e testare la fattibilità dell’integrazione con dispositivi esterni. Non certo semplice e con implicazioni etiche notevoli. Gli esperimenti hanno condotto a risultati un po’ misti, non sempre positivi. Ciò ha costretto i ricercatori a sfide tecniche per affrontare il mantenimento di una stabilità nelle connessioni neurali.

Fallimenti insabbiati? Il lato poco chiaro della sperimentazione

Come spesso accade in ambito scientifico, dietro il velo dell’innovazione ci sono anche fallimenti e sfide.

In questo non vi è nulla di strano. Anche Neuralink ha affrontato criticità durante le fasi iniziali, alcune delle quali mantenute in riserbo. La scelta di tenere i fallimenti nascosti può essere dovuta al fatto che si tratta comunque di sperimentazioni che toccano da vicino l’etica. Pertanto, Musk ha ritenuto forse più prudente tenere per sé gli esperimenti non riusciti.

📍LEGGI ANCHE:  Tea Tree Oil, un rimedio naturale universale!

Del resto, i problemi tecnici e le questioni etiche hanno portato a ritardi e a una revisione dei protocolli di sperimentazione, dimostrando che la strada verso la creazione di un’interfaccia neurale perfetta è lunga e complessa.

Ovviamente, la creazione di un’interfaccia simile richiede tempo, energie, denaro e forse anche un po’ di silenzio sui risultati, per lo meno fino a quando non si ottengono delle risposte positive, da poter condividere, che possano realmente cambiare il mondo.

Il primo impianto sull’uomo: una svolta un po’ controversa

Il 30 gennaio 2024 è stato un giorno storico per Neuralink, con l’annuncio del primo impianto sull’uomo. Elon Musk ha comunicato il successo di un intervento chirurgico che ha coinvolto un essere umano, aprendo nuove prospettive e al contempo sollevando preoccupazioni etiche e legali.

L’operazione, finalizzata a trattare disturbi neurologici, è stata presentata come un passo avanti significativo, ma ha anche suscitato interrogativi sulla sicurezza e l’integrità della sperimentazione.

Nella fattispecie, è stato trattato un paziente affetto da una forma particolare di paralisi, reclutato tra vari volontari, ricercati per mesi dall’azienda di Musk. E’ il ventinovenne Noland Arbaugh, tetraplegico a seguito di un incidente subacqueo avvenuto 8 anni prima. Nel suo cervello è stato trapiantato “Link“, un dispositivo dalle dimensioni di cinque monete impilate.

Ma ci vorrà ancora del tempo per sapere se l’esperimento ha funzionato o meno. Per ora, secondo l’imprenditore, “ci sono sviluppi molto promettenti“.

L’idea è quella di creare connessioni dove non ci sono più, permettere a paralitici di camminare e a persone con altri disturbi neurologici di guarire. Ma i medici invitano alla cautela.

Conclusioni

Neuralink rappresenta una frontiera avveniristica, con il potenziale di cambiare radicalmente la nostra comprensione delle interfacce cerebrali. Tuttavia, il percorso verso il successo è costellato di ostacoli, siano essi tecnici, etici o legali.

📍LEGGI ANCHE:  Curare se stessi con il giardinaggio: i benefici

L’imparziale osservatore è chiamato a bilanciare le promesse di innovazione con la necessità di affrontare le sfide ancora presenti. Il futuro di Neuralink rimane avvolto nell’incertezza ma la sua storia finora ci ricorda che la ricerca scientifica è un percorso intrinsecamente complesso, dove la verità emerge lentamente attraverso il processo di sperimentazione e apprendimento.

Per ora possiamo solo stare a guardare e sperare che, una volta tanto, l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie a essa collegate, diventino utili per l’essere umano, soprattutto per chi è affetto da gravi problemi di salute.

Img da risorse gratuite – Testo e copertina by IlPumoGiallo©

Spread the Love and Like if you love!
0Shares
- Published posts: 13

Tiziana, mamma digital, scrivo per i blog da quando hanno visto la luce. Eclettica, appassionata, innamorata dell'arte e della sostenibilità, scrivo storie di recupero e riciclo, di ecoturismo e cucina inclusiva.

×