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Se cade il sale porta male, verità e superstizione

- Aprile 4, 2023

Tra le superstizioni derivate dalla tradizione popolare esiste ancora oggi la convinzione che “se cade il sale porta male“.

Non solo se cade a terra ma anche se cade accidentalmente sulla tavola o sul ripiano dove si sta cucinando. Non importa dove ci si trovi quando accade, la certezza che si insinua nella mente del superstizioso è che da quel momento in poi deve aspettarsi qualcosa di negativo.

Ma da dove deriva questa convinzione? Scopriamolo insieme in questo articolo.

se cade il sale porta male

Se cade il sale porta male, le origini della superstizione

Il valore del sale, nel corso della storia, è stato enorme ed era considerato una delle spezie più ricercate e rare. Noi oggi lo possiamo trovare ovunque ad un prezzo esiguo ma in antichità vi era la consapevolezza sulla sua importanza.

Per la sua rarità era molto costoso e per questo si usava come merce di scambio ed era sottoposto a tassazione dallo Stato.

Il sale nella storia

All’epoca dell’Impero Romano i soldati, ad esempio, erano pagati con questa polvere bianca così preziosa, proprio perché era difficile da trovare ed era pregiato; è da qui, infatti, che deriva la parola salario, ossia razione di sale.

Il termine, strettamente collegato al compenso per il lavoro svolto, ancora oggi è utilizzato per identificare la paga dei lavoratori che percepiscono, appunto, un salario (diverso dallo stipendio).

Durante l’epoca romana inoltre, l’uso e la richiesta di questa spezia aumentò moltissimo, facendone crescere la produzione e il commercio. Si realizzarono persino nuove vie di comunicazione (la Via Salaria, ad esempio, realizzata per mettere in comunicazione l’Adriatico con l’Etruria). 

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Il sale oltre che essere un’ambita merce di scambio, diventò anche uno strumento di potere. L’oro bianco per lungo periodo fu capace di arricchire i popoli (numerose furono le tassazioni imposte, si pensi alla tassa sulla sua importazione, che in Italia fu abolita nel 1975), ma anche di scatenare delle vere e proprie rivoluzioni (è famosa la Marcia del Sale del 1930, guidata da Gandhi).

L’eventuale perdita del sale in passato

Stante quindi la preziosità del sale, per i commercianti ma anche per la gente in generale, la perdita di anche solo un pizzico di quella spezia, equivaleva alla perdita del proprio reddito, che avrebbe portato alla povertà.

Il sale non era solo utilizzato per insaporire gli alimenti ma anche per conservare quelli freschi. Ed era anche usato come trattamento medico.

Per questo motivo la caduta e la perdita di questa polvere così nobile ed essenziale si annoverava tra gli eventi spiacevoli e negativi, visto il suo valore e la difficoltà con cui si reperiva. Molte persone, infatti, lo acquistavano nei mercati neri o da fornitori specializzati che non operavano nel settore alimentare.

Sprecare anche solo un granello di sale non era tollerato per queste motivazioni.

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Ultima Cena (o Cenacolo), Leonardo Da Vinci – Img di base: Pubblico Dominio

La consacrazione della superstizione che il sale caduto porta male

Ma qual è stata la vicenda che ha fatto sì che la caduta del sale sia da considerarsi, a livello di dogma, un evento sfortunato? La risposta la possiamo trovare nel dipinto di Leonardo Da Vinci l’Ultima Cena.

Alla destra di Gesù, accanto a Giovanni (o Maddalena) è seduto Giuda Iscariota, il quale ha davanti a sé una saliera rovesciata. Il quadro rappresenterebbe la fotografia delle antiche superstizioni dell’uomo. Il significato del sale versato è da ricondurre al tradimento imminente di Giuda ai danni di Gesù.

Le pratiche spirituali e il sale

Il sale in diverse religioni, come il buddismo e, appunto, il cristianesimo, si usava anche durante le pratiche spirituali con lo scopo di calmare gli spiriti maligni e i demoni.

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Esisteva infatti la credenza che il diavolo si mettesse dietro alla spalla sinistra di un individuo: il gesto di buttare il sale dietro a questa spalla era visto come un rimedio per allontanare la sfortuna, per esorcizzare la negatività, in quanto il cloruro di sodio sarebbe finito direttamente negli occhi del demone.

Il sale era quindi considerato fonte di particolari poteri. Basti pensare all’uso che ne fecero gli Egizi durante il processo di mummificazione, ai i Maya che lo usarono come medicinale, ai i romani e ai greci che lo impiegarono durante i loro sacrifici.

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Se cade il sale, il rimedio contro la sfortuna

Se dovesse cadere del sale, non agitatevi. Il rimedio universale per esorcizzare la malasorte consiste in un’azione semplicissima ovvero in un gesto scaramantico.

Radunate il sale caduto e prendetene un po’ in mano (o prendetelo direttamente dalla superficie dove si è rovesciato). Fatto questo, gettatene per 3 volte un po’ dietro la spalla sinistra.

Se siete all’aperto, fatelo prima di spazzolarlo via dai vestiti o da dove vi è caduto, magari sul tavolo di un bar. Quando succede in casa invece, munitevi di una vecchia scopa e radunate i cristalli di sale sul pavimento (se è caduto lì) prima di gettarne 3 pizzichi (o manciate) dietro la vostra spalla sinistra. Quindi pulite serenamente.

Non volete lasciare quel poco di sale di nuovo a terra? basterà dare le spalle al lavandino e buttarlo al suo interno, in modo da poterlo sciacquare via con un po’ d’acqua.

In conclusione, se cade il sale porta davvero male?

Come avete potuto leggere, anche questa superstizione deriva da accadimenti del passato che nel tempo, venendo meno le circostanze fondamento della concreta negatività (il costo e l’importanza del sale come materia preziosa di scambio), si sono trasformati in una convinzione squisitamente concettuale e astratta.

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Qualcuno ascriverebbe il successivo verificarsi di eventi negativi come mera suggestione ma il fascino che queste credenze assumono, intrecciandosi con altri aspetti come quello religioso, è innegabile.

Pertanto, pur con scetticismo, se cade del sale, gettarsene 3 pizzichi dietro la spalla sinistra non farà male a nessuno. Salvo a chi, trovandosi dietro, se lo ritroverà addosso o peggio negli occhi.

Una gran sfortuna per il/la malcapitato/a, non trovate?

Img da risorse gratuite – Copertina e testo by IlPumoGiallo©

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Sono nata nel '77, Avvocato e scrittrice. Appassionata di arte e musica, di letteratura e retorica, di storia e di filosofia, faccio della creatività lo svago dalle mie passioni. Amante delle parole in ogni loro forma, scritta e non scritta, mi piace scrivere perché, citando Cesare Pavese, riunisce le due gioie: parlare da solo e parlare ad una folla (Cesare Pavese, 4 maggio 1946).

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