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Spegnere le candeline di compleanno: tradizione o superstizione?

- Luglio 12, 2023

Spegnere le candeline sulla torta il giorno del proprio compleanno è un’iconica tradizione in moltissime culture.

Le candeline devono essere rigorosamente spente, soffiandoci su, anche se poste su un dolcetto e non su una torta, il giorno in cui si compiono gli anni e si esprime contemporaneamente un desiderio. Dopo averle spente, il “rito” prevede diverse opzioni: spezzarle, bruciarle/fonderle o conservarle.

In ogni caso non vanno assolutamente riutilizzate per il compleanno successivo.

In questo articolo, scoprirete le radici di questa usanza e il suo significato profondo.

Foto di Freepik

Spegnere le candeline di compleanno, le origini e la tradizione moderna

L’usanza di spezzare le candeline sulla torta di compleanno ha radici antiche. Trova le sue origini nell’antica Grecia e nell’antico Egitto dove si credeva che il fuoco avesse un potere magico e che attraverso le fiamme si potesse comunicare con gli Dei.

Spegnere le candele dunque, era considerato un gesto simbolico essenziale per inviare loro preghiere e desideri.

Nel corso del tempo, quella pratica simbolica si è evoluta, trasformandosi in una tradizione da onorare nel giorno del compimento degli anni. Oggi, spegnere le candele sulla torta di compleanno è un momento di gioia e festa, in cui il festeggiato esprime un desiderio e soffia sulla fiamma delle candeline.

Nel corso del tempo, la tradizione è diventata superstizione e da un certo punto di vista anche un gesto scaramantico. In particolare il soffiare sulle candeline e la loro sorte successiva.

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Per spiegare il perché, è necessario fare una precisazione. Quando si compiono gli anni e si soffia sulle candeline, in realtà state entrando nell’anno successivo. Spiego meglio.

Mettiamo il caso che oggi è il vostro compleanno e state compiendo 30 anni. In realtà i vostri 30 anni sono appena trascorsi, quindi state iniziando il vostro 31mo anno di vita.

La simbologia della candela di compleanno e il desiderio

Ogni candela rappresenta un anno trascorso e soffiarci sopra simboleggia il superare l’anno appena concluso, spegnerlo, chiuderlo, e accogliere quello nuovo. E’ l’augurio per se stessi di poter guardare avanti, di essere pronti per nuove sfide e opportunità.

La candela che si spegne è un traguardo personale nel percorso di vita e, che sia stato un anno positivo o intralciato da qualche negatività, merita di essere festeggiato, per i suoi successi e per le sfide affrontate.

La tradizione vuole anche che si debba esprimere un desiderio al momento di spegnere le candeline. Un desiderio che va tenuto per sé, che si avvererà se si riuscirà a spegnere le fiammelle tutte in un soffio solo.

Anche questo è un gesto simbolico, perché quel desiderio è proiettato nell’anno di vita che sta iniziando e, come gli antichi lo rivolgevano agli Dei, lo si rivolge, concentrandosi su esso, alla sorte del domani.

Senza dimenticare che la celebrazione dell’anno appena passato è condivisa con coloro che ci circondano, in un clima di gioia, augurio e festa. Lo spirito e l’atmosfera giusta per propiziare positività a ciò che verrà (o almeno si spera).

Spegnere le candeline di compleanno, e poi?

Una volta che si è soffiato sulle candeline e queste sono spente, si tolgono dalla torta per poterla tagliare e distribuire agli invitati presenti. Ma cosa si fa con le candeline spente?

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Si possono conservare, bruciare o spezzare.

Anche in questo caso i motivi vanno ricondotti alle origini antiche della tradizione.

Conservarle: soprattutto se sono decorative o particolari, si crede che le candele abbiano assorbito l’energia positiva del compleanno e che possano richiamare quella stessa energia positiva e trattenerla. Ma questo vale più per le candele diverse da quelle di compleanno (vedi la pulizia energetica), per cui il conservarle ha più lo scopo di ricordo.

Bruciarle: per richiamare l’offerta o la preghiera, si possono lasciar bruciare finché non si consumano completamente. Nel caso in specie, perché il desiderio silenziosamente espresso si realizzi.

Si crede, superstiziosamente, che le candele bruciate fino alla fine portino buona fortuna e protezione al/la festeggiato/a per l’anno a venire.

Spezzarle o romperle: serve a garantire che il desiderio espresso dal/la festeggiato/a quando ha soffiato sulle candeline si avveri. Secondo questa credenza, spezzare le candeline rompe l’incantesimo o l’energia magica associata al desiderio, permettendo che si avveri.

Foto di Freepik

Spegnere le candeline due volte: da evitare

Le candeline di compleanno già spente non dovrebbero mai essere riutilizzate. Per i seguenti motivi.

Energia spenta: come detto, si ritiene che le candeline posseggano un’energia particolare o un potere magico che si esplica durante il loro accensione. Una volta spente, quell’energia si esaurisce o disperde. Riutilizzarle sarebbe dunque inutile se non controproducente.

Pulizia energetica: la capacità di assorbire o raccogliere energia durante il loro accensione vale anche per quella negativa. Una volta spente, si ritiene che quell’energia possa essere rimasta attaccata alla candelina stessa.

Riutilizzare le candeline potrebbe portare quindi con sé l’energia negativa accumulata, perturbando l’energia positiva di un nuovo compleanno.

Simbolismo di freschezza e rinascita: il compleanno è un momento per celebrare la freschezza e la novità di un nuovo anno di vita. Utilizzare candeline nuove invece di quelle già spente, rappresenta quindi la simbologia di inizio e rinascita. Un ciclo si chiude (l’anno appena trascorso) e un altro comincia, rendendo il compleanno un momento di transizione.

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Nel contesto di questa interpretazione, le candeline rappresentano gli anni trascorsi e il loro spegnimento rappresenta l’addio al passato e l’accoglienza del futuro. Spegnere le candeline, simbolicamente significa lasciare alle spalle le esperienze, le sfide e le gioie dell’anno trascorso e prepararsi per un nuovo inizio.

Riutilizzarle, significherebbe iniziare un nuovo ciclo con ciò che è stato assorbito e salutato in quello passato.

Img da risorse gratuite – Testo by IlPumoGiallo©

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Sono nata nel '77, Avvocato e scrittrice. Appassionata di arte e musica, di letteratura e retorica, di storia e di filosofia, faccio della creatività lo svago dalle mie passioni. Amante delle parole in ogni loro forma, scritta e non scritta, mi piace scrivere perché, citando Cesare Pavese, riunisce le due gioie: parlare da solo e parlare ad una folla (Cesare Pavese, 4 maggio 1946).

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