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Superstizioni Pasquali, tradizione e folklore intorno alla Santa festa

- Febbraio 19, 2024
superstizioni pasquali

Oltre alle celebrazioni religiose e alle conviviali riunioni familiari, la Pasqua porta con sé anche le vecchie tradizioni dal sapore folkloristico, spesso tramandate di generazione in generazione, che danno vita alle superstizioni pasquali.

Sulle origini della tradizione delle uova di Pasqua, ne ho parlato in questo articolo: Uova Di Pasqua, Le Origini Della Tradizione. Ed è utile per comprendere il richiamo al colore rosso delle uova che menzionerò più avanti.

Le superstizioni pasquali: ieri, oggi e domani

Il fuoco

Il rituale di accendere un fuoco durante la notte di Pasqua ha origini molto antiche e varia da luogo a luogo. In alcune tradizioni, si bruciano vecchie immagini sacre o simboli religiosi per simboleggiare la fine dell’inverno e l’arrivo della primavera, dunque a richiamare il ciclo di rinascita. In altre si crede che il fuoco purifichi e scacci le influenze negative, come la luce sull’oscurità, dalla quale, così, proteggono le loro case e le loro famiglie.

Le uova

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Le uova oggetto della tradizione popolare non sono quelle di cioccolato ma quelle di gallina. Già all’epoca pre-cristiana venivano colorate e decorate con motivi simbolici ma il colore più importante di tutte era il rosso, perché richiamava il sangue di Cristo.

Simbolo di rinascita e fertilità, all’epoca si credeva che appendere le uova colorate all’esterno delle proprie case avrebbe portato fortuna e protezione contro il male. Regalarle significava regalare fortuna e prosperità per tutto l’anno. Inoltre, se le uova non fossero state mangiate entro la fine del periodo di Quaresima, avrebbero portato sfortuna per tutto l’anno. Anche rompere un uovo era un cattivo presagio, perché indicava sfortuna imminente.

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Nelle comunità di campagna si usava nascondere le uova nei campi, per attrarre la fertilità del terreno e garantire raccolti abbondanti. Allora i bambini ne andavano alla ricerca, in modo tale che, una volta trovate le uova e portate a casa, potessero portare prosperità alle proprie famiglie.

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Anche il pane aveva la sua importanza.

Il pane pasquale come amuleto

In molte culture, il pane pasquale, benedetto durante le celebrazioni liturgiche della Pasqua, con le sue forme e le sue decorazioni simboliche, è protagonista di vari gesti scaramantici.

Spezzare il pane pasquale con le mani anziché tagliarlo con un coltello era considerato di buon auspicio e simboleggiava l’unità e la condivisione tra le persone (sul pane e la religiosità legata ad esso trovate altro: qui).

Se il pane pasquale veniva mangiato la mattina di Pasqua, avrebbe guarito dalle malattie. Ma anche mangiato nei momenti di difficoltà, avrebbe portato conforto e guarigione. E ancora, conservarne una fetta in casa, proteggeva da sventure, malattie, incendi e carestie per tutto l’anno a seguire.

Le erbe aromatiche e l’aglio

Nel periodo delle celebrazioni religiose, era consuetudine far benedire rami di salice e di ulivo con cui poi ornare porte e finestre. Questo avrebbe protetto la casa dagli spiriti maligni e avrebbe portato prosperità alla famiglia.

Anche l’aglio era importante. Appenderne un mazzo sopra la porta di casa durante il periodo pasquale, avrebbe portato fortuna e tenuto lontano il male.

Il coniglio pasquale

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La leggendaria figura del coniglio pasquale, associato alla fertilità e alla rinascita per la sua nota prolificità, simbolo del ciclo della vita che si rinnova (mitologia pagana), portava i doni ai bambini buoni, nello specifico dolcetti e uova di cioccolata. Si credeva che incontrare un coniglio di Pasqua nella settimana che precedeva la festa avrebbe garantito fortuna e prosperità.

Se poi accompagnava o spuntava durante la caccia alle uova (nascoste nei campi) era come fare jackpot!

Al pari delle uova, regalare statuette o immagini del coniglio pasquale, avrebbe portato gioia e felicità al destinatario del dono.

Altre superstizioni e scaramanzie

Sempre allo scopo di attirare la fortuna e la protezione divina, a Pasqua bisognava indossare abiti nuovi, per evitare di ammalarsi gravemente durante l’anno. In alcune tradizioni era consigliato non tagliare nulla in quel giorno: né capelli (potrebbero venire dolori alla testa) né barba (potrebbero diventare bianca) né unghie. Perché le unghie? perché il Demonio si sarebbe preso pure quelle se ne avesse trovate.

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La Pasqua bassa

Come ultima tra le superstizioni pasquali, non si può non citare la “Pasqua bassa”.

Pasqua, in base al giorno in cui cade, è altamedia o bassa. Sarà alta se la domenica di Resurrezione cade tra il 14 e il 25 di aprile; media tra il 3 e il 13 aprile; bassa tra il 22 marzo e il 3 aprile.

Un proverbio contadino dice: Pasqua marzatica o morìa o famatica ovvero Pasqua di marzo o morte o fame. Siamo vicini all’Equinozio di Primavera, il Cristo nasce prima, si è controtempo, considerando che la Pasqua segnava l’inizio del lavoro nei campi, in questo caso anticipato. Come esorcizzare questa sventura? Con i fuochi, i falò propiziatori.

Img da risorse gratuite – Testo by IlPumoGiallo©

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Sono nata nel '77, Avvocato e scrittrice. Appassionata di arte e musica, di letteratura e retorica, di storia e di filosofia, faccio della creatività lo svago dalle mie passioni. Amante delle parole in ogni loro forma, scritta e non scritta, mi piace scrivere perché, citando Cesare Pavese, riunisce le due gioie: parlare da solo e parlare ad una folla (Cesare Pavese, 4 maggio 1946).

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