Uova di Pasqua, le origini della tradizione

Uova di Pasqua, le origini della tradizione

Uova di Pasqua, una tradizione per molti irrinunciabile. Una tradizione che negli anni si è sempre più consolidata e, non è sbagliato dire, sempre più a favore del consumismo.

Oggi i bambini aspettano la Pasqua più che per il cioccolato, per i regali all’interno dell’uovo e la commercializzazione di questo prodotto ha implicato anche un aumento del suo prezzo, che non dipende solo dalla qualità del cioccolato.

uova di pasqua
Credits: Pinterest

Le origini delle uova di Pasqua

Il significato simbolico nel paganesimo

L’uovo, nel periodo pasquale, assume un significato simbolico.

Ancora prima del Cristianesimo però, non sta a simboleggiare la resurrezione dal sepolcro di Gesù, tantomeno è di cioccolata, è il semplice uovo di gallina.

Dobbiamo scavare nelle tradizioni pagane per scoprire che il simbolismo era legato alla fertilità (equinozio di primavera, il risveglio della Natura) e alla concezione astratta e metafisica del cielo e della terra. Questi ultimi erano visti come due parti di un unico, ovvero due metà, due emisferi opposti perfettamente speculari e coincidenti, che disegnavano la perfezione dell’uovo.

Per gli Egiziani (ma non solo, già i Persiani) l’uovo si trovava perfettamente al centro dei quattro elementi, aria, acqua, terra e fuoco. La terra è rappresentata dal guscio, il fuoco dal tuorlo. L’acqua è l’albume, l’aria li avvolge tutti e li protegge.

Una visione alchemica e quasi esotericamente misteriosa, fino ad arrivare alla Cosmogonia, l’uovo come creazione assoluta. L’uovo, al pari di un Ouroboros, non ha inizio né fine, alfa e omega, embrione della vita, emerge dal caos dando origine al Cosmo.

Dai riti pagani al Cristianesimo

Il Cattolicesimo prende tutti questi riti e tradizioni pagane e li modella a propria immagine di culto e pensiero. E’ così che la festa pagana della Dea Eostre (da cui il termine Easter=Pasqua) si trasforma nella celebrazione del Cristo risorto.

Ai tempi dei primi cristiani della Mesopotamia le uova di gallina si tingono di rosso, a simboleggiare il sangue di Gesù. Uova rosse che ricorrono in diverse narrazioni sul Cristo risorto (gli Ortodossi lo fanno ancora).

uova di pasqua
Credits: Anny Pappa

Una volta, ai tempi del digiuno in Quaresima, le uova si portavano anche in chiesa, perché venissero benedette. Poi si mangiavano, ponendo fine al digiuno.

Il Medioevo

Si può ben dire che è in questo periodo storico che la tradizione delle uova pasquali inizia a prendere le sembianze così come noi le conosciamo, prendendo piede soprattutto in Germania.

Le uova di gallina, una volta bollite, si decorano e colorano utilizzando fiori e foglie in onore della Primavera che risboccia ed inizialmente vengono regalate alla servitù delle famiglie benestanti. Andando più avanti nel tempo, la decorazione si evolve e vengono utilizzati i materiali preziosi per rivestirle. Non vengono regalate alla servitù ma donate in generale come augurio (Edoardo I d’Inghilterra ne commissionò 450 tutte rivestite di oro, da regalare per Pasqua).

L’uovo Fabergé

Il primo uovo Fabergé nasce in Russia. Un vero e proprio gioiello che lo Zar Alessandro III commissionò a Peter Carl Fabergé (orafo imperiale) per la moglie Maria Dagmar di Danimarca. L’occasione era il 20° anniversario che cadeva proprio nella Pasqua del 1885.

Credits: Pinterest

Il preziosissimo uovo smaltato di bianco era dotato di un meccanismo a matrioska. Conteneva difatti un tuorlo completamente d’oro che a sua volta conteneva una gallina, fatta ugualmente di oro. La gallina infine si apriva e custodiva la piccolissima riproduzione della corona imperiale adornata da un rubino, sempre a forma di uovo (oggi perduto).

Le uova di Pasqua di cioccolata

Se l’usanza di inserire un piccolo regalo nell’uovo di cioccolato sia da attribuire al periodo di Fabergé, non c’è certezza. Di certo il cioccolato piemontese è fra i migliori ed il merito potrebbe essere stato proprio di questa regione. Di sicuro le uova di cioccolato appaiono in Francia nel ‘700 con il Re Luigi XIV.

Bisogna arrivare al 1819 per veder sorgere il primo stabilimento che, grazie ad un apposito macchinario, modellava la cioccolata, e dobbiamo ringraziare François Louis Cailler.

Grazie al suo macchinario, nel 1875 viene creato per Pasqua il primo uovo di cioccolata fondente completamente cavo, con all’interno una sorpresa. E’ opera di una dolciaria inglese, la Cadbury, che successivamente utilizzò anche il cioccolato al latte. Immesso sul mercato, lo ha conquistato, ed il resto è storia!

Possiamo comunque dire che nel ‘900 andavano per la maggiore soprattutto le pasticcerie artigianali e la clientela era ancora la gente benestante. Dagli anni ’50 in poi queste delizie vanno oltre l’artigianale e grazie alla produzione industriale, le si possono trovare negli alimentari e nei supermercati a prezzi indubbiamente inferiori e accessibili a tutti.

pasqualone harry potter
Img presa dal web. Per l’uovo gigante in plastica di Harry Potter 2021 vi servono una 50na di €. Ci trovate: una bacchetta (all’esterno dell’uovo), un pupazzo morbido ed un puzzle. Il “trovi sempre” si traduce in “trovi solo”.

L’uovo di Pasqua di plastica:

I bambini sono bombardati, molto più di ieri, dalle pubblicità sulle uova pasquali non di cioccolato. Ricordo anche io, negli anni ’80, le prime sponsorizzazioni del “Pasqualone” (e “Pasqualina” per le femminucce). Negli anni, tuttavia, la commercializzazione di questo prodotto si è estesa moltissimo, in barba alla tradizione del vecchio dono pasquale.

Ed il “Pasqualone” è diventato Super. C’è da dire che le sorprese all’interno sono più deludenti rispetto a quelle del passato (che ancora ricordo con gioia), a fronte di un prezzo non proprio alla portata di tutti. E lo dico con cognizione di causa, in quanto mamma di una bambina di 7 anni.

Se poi ci mettiamo lo zampino di un’epoca in cui i ragazzini sono ipnotizzati dalle nuove leve di Youtubers, che a loro volta propongono il loro volto pure sulle uova di Pasqua, abbiamo fatto bingo. Con buona pace delle vecchie tradizioni.

Anche i negozi di giocattoli si sono messi al passo con i tempi, quasi tutti ormai, per ovviare alla probabile delusione di trovare poco in queste gigantesche uova (a dispetto del prezzo non piccolo). Si può scegliere cosa metterci all’interno ed il contenitore ad uovo è messo a disposizione gratuitamente dal negozio, a patto di spendere una somma superiore ad un minimo.

– Postilla –

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