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Versare il vino alla traditora, cosa significa?

- Maggio 23, 2021

Versare il vino “alla traditora” ovvero con il dorso della mano rivolto verso il bicchiere.

Questa gestualità è malvista da parecchi e se si chiede il perché, spesso ci si sente rispondere: perché è tipico del traditore!

Ma da dove origina questa convinzione?

Versare il vino “alla traditora”, le origini della credenza

Le origini possono ben ascriversi al tempo degli antichi romani. Ma anche in tempi successivi (nel medioevo ad esempio) le circostanze che originarono la credenza contribuirono a cementarne convinzione.

A quei tempi non era raro vedere alle dita degli uomini vistosi monili che certamente non destavano alcun sospetto se indossati dalle donne.

Epoche di intrighi, sotterfugi e cospirazioni nascosti dietro facciate di ricchezza e gentilezza, di modo da non destare alcun sospetto nei presenti.

Si deve tener presente che mettersi a tavola aveva spesso come scopo il parlare di circostanze importanti, accompagnando le chiacchiere con del buon vino. Il cibo passava il secondo piano.

L’avvelenamento era una pratica prediletta. Consentiva di liberarsi dalla persona “scomoda” senza particolare clamore o spargimento di sangue, durante le chiacchiere fra i commensali.

Un esempio su tutti, colei che fu soprannominata la dama dei veleni: Lucrezia Borgia.

Lei (e la sua famiglia) utilizzavano la cantarella (assai simile all’arsenico), difficile da rintracciare e incredibilmente (quanto velocemente, con annesse atroci sofferenze) letale.

Ma non è da meno il ben noto marchese De Sade, che con i confetti ricoperti di cantarella avvelenava le sue amanti.

📍LEGGI ANCHE:  Cose da non regalare alla persona superstiziosa!

Con che mezzo si riusciva ad avvelenare i malcapitati ospiti senza che se ne accorgessero? Ho nominato più su dei monili, indossati anche dagli uomini.

versare il vino alla traditora
Anello porta veleno in argentoCredits: Loredana Magic (da Amazon)

L’anello porta veleno

L’anello porta veleno era perfetto per versare la polverina letale in un bicchiere senza che gli ospiti se ne accorgessero.

Bastava versare il vino (o l’acqua) tenendo la brocca (o la bottiglia) con la mano in modo che il dorso di essa fosse rivolto verso il bicchiere ed il gioco era fatto. La parte superiore dell’anello si apriva (bastava appoggiarci un dito) lasciando cadere nel liquido il contenuto nascosto nel piccolo scomparto del monile ed il misfatto era protetto dalla bottiglia/brocca stessa.

Il detto: alla traditora

Vien da sé che un gesto simile, compiuto in un’occasione di convivialità e condivisione, era proprio un gesto da serpe, da traditore.

Ed ecco qui spiegata l’origine del detto: versare il vino alla traditora! In uso ancora oggi soprattutto a Roma ma, a farci caso, un po’ ovunque.

Consigli per gli amanti del genere

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– Postilla –

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Sono nata nel '77, Avvocato e scrittrice. Appassionata di arte e musica, di letteratura e retorica, di storia e di filosofia, faccio della creatività lo svago dalle mie passioni. Amante delle parole in ogni loro forma, scritta e non scritta, mi piace scrivere perché, citando Cesare Pavese, riunisce le due gioie: parlare da solo e parlare ad una folla (Cesare Pavese, 4 maggio 1946).

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