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Vittorio Emanuele di Savoia, si spegne il figlio dell’ultimo Re di Italia

- Febbraio 3, 2024
Credits immagini di copertina in calce - Aggiornamento del 5.2.24

Nato a Napoli il 12 febbraio 1937, Vittorio Emanuele (Alberto Carlo Teodoro Umberto Bonifacio Amedeo Damiano Bernardino Gennaro Maria) di Savoia si spegne a Ginevra oggi, 3 febbraio 2024. Nove giorni prima di compiere 87 anni.

Un salto nella storia dei Savoia

Figlio di Umberto II, che sarebbe diventato Re d’Italia, e di Maria Josè, Principessa del Belgio, è acclamato alla nascita “Principe dell’Impero“. E in seguito anche Principe di Napoli. Eredita il titolo dal Re/nonno Vittorio Emanuele III in qualità di primogenito del principe ereditario Umberto II, a sua volta Principe del Piemonte). Ma non diventerà mai Re.

Vittorio Emanuele III abdicherà in favore di Umberto II il 9 maggio 1946 e così, il Principe ereditario acquisirà la qualifica di Re. Passerà alla storia con l’epiteto di “Re di maggio“, perché la Sua reggenza durerà solo un mese.

Il 13 giugno 1946, Umberto II partirà da Ciampino per quello che sarà l’inizio dell’esilio, raggiungendo la famiglia già partita poco dopo il Referendum istituzionale. L’esilio durerà fino alla fine del 2002, e i Savoia vivranno tra Svizzera, Francia e Corsica.

La neonata Costituzione italiana, in vigore dall’1 gennaio 1948, di fatto prevedeva il divieto di ingresso e soggiorno in tutto il territorio nazionale per gli ex-sovrani, relative consorti e discendenti maschi di Casa Savoia.

Ginevra, 23.7.1972, Battesimo di Emanuele Filiberto di Savoia
Vittorio Emanuele e Marina Doria,
di fronte i padrini (Re e Consorte) Umberto II e Maria Josè (Fonte)

Vittorio Emanuele cresce dunque in Svizzera. L’11 gennaio 1970 sposa con rito civile (a Las Vegas) Marina Doria, in seguito sarà celebrato anche il rito religioso (a Teheran) il 7 ottobre 1971. Dal matrimonio nasce un unico figlio, venuto alla luce a Ginevra il 22 giugno 1972: Emanuele Filiberto (Umberto Reza Ciro René Maria) di Savoia.

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Eventi che hanno segnato la vita di Vittorio Emanuele di Savoia

La vita di Vittorio Emanuele di Savoia, che era anche iscritto alla Loggia P2 di Licio Gelli, è stata costellata da circostanze non proprio serene. Accuse e scandali lo hanno accompagnato fin dagli anni ’70, a partire dall’accusa di traffico internazionale di armi in Paesi mediorientali sotto embargo a quella di omicidio del giovane diciannovenne tedesco Dirk Hamer, in Corsica. Viene anche arrestato ma poi prosciolto da ogni accusa.

L’ultimo episodio risale al 2006, quando, durante un’indagine collegata al casinò di Campione d’Italia, è arrestato con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione. Ed anche con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al falso. Detenuto a Potenza, è poi assolto da ogni accusa, ottenendo anche un risarcimento di 40 mila Euro per ingiusta detenzione.

Gli eventi più recenti

Alla fine del 2002, la norma costituzionale che impediva agli ex reali Savoia, consorti e discendenza il rientro su suolo Italiano viene abolita. Così, finalmente, dopo una serie di dichiarazioni ufficiali in cui i Savoia prendevano le distanze dalle leggi razziali, in cui accettavano la fine della Monarchia e giuravano fedeltà alla Costituzione e al Presidente della Repubblica, in cui esplicitamente rinunciavano a qualsivoglia pretesa dinastica, hanno potuto rimettere piede in Italia.

In seguito, nel 2007, Vittorio Emanuele ha avanzato nei confronti dello Stato italiano richiesta di risarcimento per il tempo trascorso in esilio (di 260 milioni di Euro), e nel 2022 che fossero restituiti ai Savoia i gioielli di famiglia custoditi alla Banca d’Italia.

Un uomo, dunque, che chiede semplicemente giustizia per quanto subito involontariamente a causa di eventi che hanno coinvolto lui e la sua discendenza indipendentemente dal proprio arbitrio.

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Il suo desiderio era anche quello di essere sepolto nella Basilica di Superga.

I funerali di Vittorio Emanuele di Savoia

Copertina: Vittorio Emanuele, Vittorio Emanuele con Emanuele Filiberto – Testo by IlPumoGiallo©

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Sono nata nel '77, Avvocato e scrittrice. Appassionata di arte e musica, di letteratura e retorica, di storia e di filosofia, faccio della creatività lo svago dalle mie passioni. Amante delle parole in ogni loro forma, scritta e non scritta, mi piace scrivere perché, citando Cesare Pavese, riunisce le due gioie: parlare da solo e parlare ad una folla (Cesare Pavese, 4 maggio 1946).

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